Riunione al Viminale con Alfano e il Capo della Polizia Pansa

Migranti: allarme in Italia per il blocco dell’Austria e dei paesi dell’Est

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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migranti

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ROMA – Forte preoccupazione in Italia per il  ripristino di controlli alla frontiera del Brennero annunciato  dall’Austria, che potrebbero partire da aprile. Il premier  Matteo Renzi ha definito la scelta di Vienna “assolutamente  sbagliata nella sostanza e anche nel valore simbolico”. Per il  ministro dell’Interno, Angelino Alfano, è “un’illusione chiudere  le frontiere con i muri. Se un pezzo d’Europa crede che i  migranti possano essere assorbiti da Italia e Grecia si sbaglia,
il sistema collasserà”.

VIMINALE – Intanto, al Viminale, lo stesso  Alfano, insieme al capo della Polizia, Alessandro Pansa, ha  incontrato i tre presidenti dell’Euregio, Ugo Rossi per il  Trentino, Arno Kompatscher per l’Alto Adige e Gunther Platter  per il Tirolo. “Per il Governo – ha assicurato il ministro – il  Brennero è una questione prioritaria”.
“Spero – ha spiegato Renzi – non si arrivi alla chiusura e  che si superi il meccanismo del tetto che va contro i principi
dell’accoglienza, anche perché parliamo di richiedenti asilo”.  L’Austria, infatti, ha stabilito di accettare 80 richieste di  asilo al giorno.

TRENTINO ALTO ADIGE – I primi a preoccuparsi per le possibili  conseguenze di una stretta alle frontiere sono gli  amministratori di Trentino e Alto Adige che hanno chiesto e  ottenuto un incontro con Alfano, al quale hanno avanzato cinque  proposte: gestione del flusso dei migranti, distribuzione tra  regioni, riparto nazionale, utilizzo delle caserme,
coinvolgimento delle forze di polizia. “Su tutti i punti – ha  fatto sapere Kompatscher – il Governo ha assicurato il proprio  sostegno”. Tra le richieste anche la creazione di hotspot nelle  zone di ingresso dei migranti sul territorio nazionale.

RISCHIO – Il rischio – valutato con crescente attenzione a Roma – è che  le chiusure delle frontiere dei Paesi dell’Est e del Centro  Europa possano determinare un cambio della rotta dei migranti in  fuga dalla Siria: il flusso potrebbe spostarsi più a Sud e,  dall’Albania, dirigersi verso l’Italia via mare, come accadeva  negli anni ’90.

FRONTEX – Di questa possibilità ha parlato oggi Fabrice  Leggeri, direttore di Frontex. “Dobbiamo – ha spiegato – essere  flessibili, per reagire velocemente, nel caso si verificassero  dei cambiamenti nelle rotte migratorie. Nel 2015 si è verificato  un incremento nel flusso dalla rotta del Mediterraneo Centrale a  quella orientale. La Grecia ha visto salire di diciotto volte il  numero degli arrivi lo scorso anno. Ho già discusso con le  autorità italiane, all’interno dell’operazione Triton 2016:  siamo pronti a impiegare più assetti navali nel Mare Adriatico,  se sarà necessario, questa è un’opzione che possiamo rendere  operativa. Ma per il momento non c’è la necessità”.

NAZIONALITÀ – Se si guarda  alla nazionalità dei migranti e alla situazione geopolitica in  Siria e nel Medio Oriente, ha aggiunto, “la rotta attraverso la  Turchia resta ancora la più conveniente per loro. E’ quella più  breve. Ma dobbiamo essere pronti a reagire, qualora si  verificassero dei cambiamenti”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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