I velivoli potranno essere utilizzati solo a scopo difensivo

Terrorismo: l’Italia dà il via libera alla partenza di droni armati Usa dalla base di Sigonella

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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ROMA – L’Italia praticamente si aggrega alle operazioni anti-Isis in Libia e Nord Africa e ha dato il via libera alla partenza di droni armati statunitensi dalla base di Sigonella, in Sicilia. L’autorizzazione, giunta il mese scorso, è stata concessa da Roma a una condizione: i velivoli potranno essere utilizzati solo a scopo difensivo, per proteggere l’azione delle forze speciali Usa. A svelare l’ok del governo Renzi all’amministrazione Obama è stato il Wall Street Journal, che parla di «svolta» dopo oltre un anno di negoziati. Finora infatti la presenza dei droni a Sigonella, lì dal 2011, era consentita solamente per voli di sorveglianza e non armati.

Il ministero della Difesa, confermando la notizia dell’accordo tra Washington e Roma, ha sottolineato come l’attività non sia ancora iniziata e dovrà essere sottoposta, di volta in volta, all’autorizzazione del governo, che ha chiesto precisi limiti. L’intesa è considerata un importante passo in avanti per la Casa Bianca e il Pentagono, che da tempo stanno lavorando per aumentare la pressione militare sull’Isis anche al di fuori di Siria e Iraq. Nello specifico in Libia, dove gli uomini dello Stato islamico, approfittando del caos ancora in atto, stanno prendendo sempre più piede, con molti dei leader del gruppo che dalla città siriana di Raqqa si sono rifugiati nell’area di Sirte per sfuggire alla pesante campagna aerea in atto da mesi sulla Siria.

Ma il Wall Street Journal, citando fonti dell’amministrazione statunitense, mette in evidenza come per Obama convincere gli alleati a un maggiore impegno nella lotta all’Isis in Libia e in Nord Africa sia una sfida non facile. Nel caso dell’Italia, la Casa Bianca e il Pentagono – scrive il quotidiano – stanno tuttora tentando di persuadere il governo Renzi ad autorizzare l’uso dei droni armati anche in operazioni offensive.

Finora – scrive ancora il Wsj – l’Italia si è rifiutata di cedere su questo punto, per paura di sollevare enormi polemiche interne e di alimentare nell’opinione pubblica un’opposizione contro la guerra. Soprattutto se nel corso delle operazioni dei droni ci dovessero essere vittime civili. Preoccupazioni reali, ammette del resto lo stesso Wsj, che ricorda come nell’ultimo raid di Sabratha hanno probabilmente perso la vita anche due ostaggi serbi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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