Rinviati gli atti alla Consulta

Italicum: secondo il tribunale di Messina potrebbe essere incostituzionale

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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La guerra all’Italicum, iniziata dal Coordinamento democrazia costituzionale, avrebbe sortito un primo effetto positivo. Il Tribunale di Messina, a quanto si apprende, ha rinviato alla Corte Costituzionale l’Italicum, facendo propri 6 dei 13 motivi di incostituzionalità proposti dai ricorrenti. I ricorsi erano stati presentati in più sedi giudiziarie. La nuova legge elettorale era stata impugnata con una serie di atti analoghi, depositati in contemporanea, fra l’altro anche nelle sedi di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Firenze, Genova, Catania, Torino, Bari, Trieste e Perugia. Obiettivo dell’azione giudiziaria: veder dichiarate incostituzionali parti del nuovo sistema di voto, seguendo un iter analogo a quello che portò allo stesso risultato rispetto al cosiddetto Porcellum. Destinatari dei ricorsi le sedi giudiziarie in 26 distretti di Corti d’Appello.

Il giudice di Messina ha deciso di rinviare l’Italicum alla Corte Costituzionale per sei motivi, e fra questi centrali sono quelli che riguardano il premio di maggioranza e la soglia minima. Nell’ordine i dubbi di costituzionalità riguardano: il “vulnus al principio di rappresentanza territoriale”; il “vulnus al principio di rappresentanza democratico”, punto connesso col premio maggioranza; la “mancanza di soglia minima per accedere al ballottaggio”; la “impossibilità di scegliere direttamente e liberamente i deputati”, questione legata ai capilista; le “irragionevoli soglie di accesso al Senato residuate dal Porcellum”; la “irragionevole applicazione della nuova normativa limitata solo alla Camera dei Deputati, a Costituzione invariata”, e non al Senato.

Un altro smacco politico-giudiziario-istituzionale per il premier Matteo Renzi che, come noto, ha legato poprio alla sorte della legge elettorale, in particolare al risultato del referendum previsto per ottobre, il proseguimento della sua avventura politica. La pronuncia della Corte, se accertasse l’incostituzionalità della legge, renderebbe inutile il referendum. Ma siamo certi che Renzi troverà qualche scappatoia.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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