E riordino degli strumenti assistenziali (non previdenziali)

Pensioni, il sottosegretario: nella finanziaria 2017 flessibilità in uscita. Cuneo fiscale

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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tommaso nannicini 1

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, a quanto pare nemico dei cosiddetti pensionati d’oro, a margine di un convegno all’Istat ha fatto due importanti affermazioni in tema di pensioni e di riduzione del cuneo fiscale.

PENSIONI – «Sulle pensioni il tema è quello della flessibilità in uscita, che cercheremo di affrontare nella prossima legge di stabilità. Come già detto dal premier i tempi non erano ancora maturi in questa legge di stabilità, ma il tema resta e il governo intende affrontarlo se il quadro di finanza pubblica lo consentirà». Quanto alla reversibilità ha affermato: «non c’è mai stato nulla sulla reversibilità, è la tipica tempesta in un bicchier d’acqua agitata ad arte da chi solleva problemi, che non ci sono, per poi prendersi il merito di averli risolti. Nel decreto sul contrasto alla povertà quello che c’è è un’ampia delega sul riordino degli strumenti assistenziali». Notiamo bene, assistenziali e non previdenziali. Significa che l’assistenza dev’essere a carico dello Stato, ossia della fiscalità generale, e non dei pensionati che hanno pagato contributi pesanti per 40 anni.

CUNEO FISCALE – Ma il sottosegretario ha legato il tema delle pensioni al problema della riduzione del cuneo fiscale. «Il taglio strutturale del cuneo contributivo per tutti i lavoratori a tempo indeterminato è una sfida, ma per ora non c’è una proposta politica o uno studio approfondito. E’ un tema per cui c’è ancora tempo, che si porrà dopo l’esaurimento dell’esonero contributivo, una misura temporanea, che – ricorda – segue un decalage. Ovviamente – spiega – sarebbe una riduzione molto più contenuta rispetto a quella attuale. Il taglio avverrebbe attraverso due strade parallele: parte dei contributi ridotti dal datore sono in parte fiscalizzati, parte di quelli ridotti dal lavoratore si spostano dal primo al secondo pilastro previdenziale, che ha rendimenti più alti. Quindi, una parte del risparmio si riduce ma viene fiscalizzato, una parte non si riduce ma viene spostata sulla previdenza completare, con maggiori rendimenti». E così secondo Nannicini le pensioni non si ridurrebbero.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Romano

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    Come al solito gli aumenti delle pensioni vanno a chi ha pagato poco o niente, il muratore, l’idraulico, l’elettricista compreso chi lavora per conto proprio. che hanno pagato pochissimo e quelli che non hanno pagato niente hanno l’aumento, chi invece ha pagato 40 anni niente aumenti.
    Questi politici fanno riforme per avere voti e basta senza dare a Cesare quello che è di Cesare. La previdenza è una forma assicurativa e quindi bisogna previlegiare chi ha pagato, poi queste persone che non hanno mai pagato di cosa vivevano quando erano più giovani?
    Bravo Renzi, stai certo che io voto NO.

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