La decisione fondata su questioni procedurali

Stepchild adoption, la Corte Costituzionale: inammissibile il ricorso delle due mamme straniere

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile – per motivi procedurali – la questione di legittimita’ sollevata dal Tribunale sulla cosi’ detta stepchild adoption, nell’ambito del procedimento avviato da due donne sposate negli Usa per chiedere il riconoscimento in Italia della sentenza con cui il giudice dell’Oregon diede il via libera all’adozione del figlio naturale avuto con inseminazione artificiale da una delle due in favore della partner. La portata della sentenza è limitata, come spiega il costituzionalista Stefano Ceccanti: «Attenzione: è una decisione procedurale, non di merito, che non cambia in nulla la situazione attuale per i giudici di merito. La Corte costituzionale ci sta dicendo che la domanda era sbagliata: bisognava prima andare all’ufficiale di stato civile non al tribunale».

CORTE – In un comunicato della Corte costituzionale si specifica che la questione di legittimita’ costituzionale promossa dal Tribunale per i minorenni di Bologna e’ stata dichiarata inammissibile perche’ il collegio di merito «ha erroneamente trattato la decisione straniera come un’ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri». Brutta figura dei giudici bolognesi, che potranno però adesso ritornare sul merito della vicenda.

GIUDICI BOLOGNA – La questione di legittimita’ sottoposta alla Consulta dai giudici bolognesi era relativa alle legge 184/1983 sulle adozioni. Il tribunale di Bologna aveva sottoposto al vaglio di costituzionalita’ la legge 184/1983 sulle adozioni nella parte in cui, come interpretati secondo diritto vivente, non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponda all’interesse del minore adottato (all’estero) il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia (come per la fattispecie del matrimonio tra persone dello stesso sesso).

ADOZIONE – I giudici bolognesi, che ora riprenderanno in mano le carte del procedimento, ritenevano che la legge del 1983 violasse diversi articoli della Costituzione (il 2, 3, 30 e 117) nonche’ l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’Avvocatura dello Stato, con una memoria depositata oltre un anno fa, aveva rilevato che la legge impugnata per la vicenda delle americane Eleonora Beck e Liz Joffe gia’ permette, in realta’, casi particolari di adozione, mettendo in primo piano la tutela dell’interesse “supremo” del minore. Una linea affermata anche da alcune sentenze di merito,una delle quali, nel 2014, diede il via libera all’adozione di una bambina in una coppia formata da due donne.

Per ora, in attesa delle motivazioni, sembra che la Consulta non abbia apportato nessun contributo, né positivo, né negativo, nel dibattito in corso fra le forze politiche.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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