La novità da una scuola di Ferrara

Firenze, Accademia della Crusca: petaloso, parola nuova ammessa. Un bimbo di 8 anni diventa maestro d’italiano

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Cultura

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La sede dell'Accademia della Crusca a Castello

La sede dell’Accademia della Crusca a Castello

FIRENZE – Non l’hanno inventata a Firenze, patria di Dante e culla della lingua italiana, ma a Ferrara. Addirittura da un bambino. L’Accademia della Crusca ha detto sì: un fiore può essere petaloso. E da ieri, 24 febbraio, la parola petaloso fa il giro d’Italia rilanciato da Twitter (in testa alle tendenze dei cinguettii nazionali per tutta la giornata) e Facebook e mamma Lisa e papà Marco, i genitori di Matteo, 8 anni, alunno delle classe terza delle scuole elementari Marchesi di Copparo e la maestra Margherita Aurora hanno gli occhi lucidi di fierezza anche dopo il tweet del premier Renzi.

Da Matteo a Matteo: “Grazie al piccolo Matteo – scrive il presidente del consiglio su Twitter -, grazie Accademia Crusca, una storia bella, una parola nuova”. E la parola inventata dal bambino – che ha ricevuto l’apprezzamento dell’Accademia –  è stata ripresa dal premier nel pomeriggio per spiegare al Piccolo Teatro di Milano il progetto per il posto Expo ‘Human Technopol’: “Questo è un progetto che potremmo definire ‘petaloso‘, con più di un ambito di azione”. Intanto la maestra Margherita spiega che “Matteo è stato bravissimo, ma poteva accadere anche con un suo compagno. Io cerco sempre di sviluppare nei miei alunni una certa fantasia, una certa creatività, e credo che quello che è successo sia
frutto del lavoro che, tutti insieme, facciamo”. “Anche un errore, come ricordava il grande Gianni Rodari – dice ancora -, può diventare una splendida novità. E così è stato”.

La Mamma Lisa cerca di proteggere Matteo da tutte le attenzioni che sono nate attorno a lui: “E’ ovvia la mia felicità, è una grande soddisfazione e sono molto orgogliosa di Matteo. Non sono abituata a certe ribalte, ma certo tutto ciò mi
fa un enorme piacere e ringrazio la maestra e anche tutti i compagni di Matteo. Una cosa, però, vorrei dirla: a casa, sia io che mio marito, usiamo simpaticamente certe parole, come può essere lo stesso ‘petaloso‘, e forse Matteo è abituato a
sfornare questi termini”. Tutto era nato alcune settimane fa – ricordava la stessa
maestra – “durante un lavoro sugli aggettivi, quando Matteo ha scritto di un fiore che era ‘petaloso‘”.

La stessa maestra aveva cerchiato in rosso l’errore sulla pagina di quaderno, aggiungendo “bello”. “Sì, la parola, benché inesistente, mi é
piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo”. Tra i tantissimi tweet anche quello di Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e del suo dicastero. “Bravo Matteo – scrive il ministro -: La lingua è creatività e luogo di libertà #petaloso @AccademiaCrusca”.
Sull’account Miur Social, si legge invece, “Bravo Matteo, brava la maestra che lo ha sostenuto. La scuola fa questo: incoraggia #petaloso“.

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Ernesto Giusti

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