Davanti alla Commissione parlamentare per il federalismo

Province: il sottosegretario Bressa esalta la riforma, ma ancora il completamento è lontano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Nonostante i dubbi dei sindacati e i ritardi nell’attuazione della legge Delrio, il Governo non rinucia a strombazzare il presunto successo della riforma delle province che, lungi dall’essere abolite o ridimensionate, si sono trasformate nei vecchi-nuovi enti di area vasta e nelle città matropolitane. Con rilevanti problemi di finanziamenti e trasferimenti del personale.

BRESSA – Ma il sottosegretario di Stato per gli Affari regionali e le Autonomie Gianclaudio Bressa commentando la riforma dell’architettura istituzionale delle autonomie locali la pensa diversamente. E nel corso dell’audizione sulla situazione finanziaria di Province e Città metropolitane a seguito dell’attuazione della Legge 56/2014 (Legge Delrio), che si è svolta davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.ha affermato: «La riforma può essere considerata attuata nella sua struttura portante, grazie alla convinta adesione degli amministratori locali. Individuare l’area vasta, nuovo ente di secondo grado, rappresentativo degli interessi dei territori, come snodo tra il livello comunale e regionale, ha consentito una forte semplificazione e modernizzazione del sistema di governo dei territori». E ha sottolineato come persistano alcune criticità solo per la Regione Puglia, che ha approvato la legge di riordino, ma non ha ancora affrontato la questione legata al trasferimento del personale e del relativo onere finanziario.

PERSONALE – Quanto al personale, passato dai 41.205 dipendenti di Province e Città metropolitane in servizio al primo gennaio 2015, cioè dall’entrata in vigore della legge, ai 21.974 post riforma, per Bressa «si è trattato di un’operazione imponente, a buon titolo definita la più grande operazione di mobilità della storia Repubblicana, ma che si è svolta in maniera sostanzialmente indolore, salvo le tensioni presenti nelle Province in dissesto già prima del varo della Legge 56/2014».

SPESA – Per il sottosegretario, infine, «il superamento del criterio della spesa storica in favore della spesa efficientata nella definizione del fabbisogno reale rappresenta uno spartiacque essenziale rispetto a un passato di dissennati tagli lineari, e ha consentito di superare inefficienze di gestione e iniquità nella distribuzione delle risorse».

Vedremo nei prossimi mesi se tanto ottimismo avrà ragion d’essere. Noi, ma a quanto pare anche i sindacati del settore, ne dubitiamo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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