Non si può mettere un tetto al numero dei richiedenti asilo

Migranti, l’allarme di Avramopuolos (Ue): ci restano solo 10 giorni prima del collasso

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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avramopoulos

BRUXELLES – Il Commissario Ue all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, lancia l’allarme immigrazione, evidenziando lo scollamento fra gli Stati membri: «Ci restano solo 10 giorni per agire insieme, attuare quello che abbiamo deciso, e affrontare queste sfide che sono un ‘crash test’ per l’Europa, le sue istituzioni, i governi nazionali, il sistema politico europeo e la società europea». Il riferimento ai 10 giorni è all’appuntamento del vertice Ue-Turchia del 7 marzo prossimo, sul quale sono puntate tutte le speranze, soprattutto da parte della Germania e della Commissione, di un contenimento dei flussi migratori. «Non possiamo mettere dei tetti – ha aggiunto con un chiaro riferimento all’Austria – al numero di richiedenti asilo che riceviamo. Questo non è semplicemente in linea con le norme Ue e internazionali. A coloro che pensano che abbiamo bisogno di soluzioni nazionali perché l’approccio europeo non funziona io dico che è precisamente a causa delle azioni nazionali che stiamo ostacolando l’approccio europeo e bloccando l’attuazione e il successo della nostra politica comune. Non c’è spazio – ha insistito Avramopoulos – per le soluzioni nazionali, e non è stando attenti alle opinioni pubbliche nazionali che si serve il nostro comune interesse europeo. E’ il momento di andare avanti, uniti, coordinati, insieme, altrimenti saremo tutti considerati uniti, coordinati, insieme, altrimenti saremo tutti considerati responsabili del fallimento».

Non a caso l’allarme è giunto dal Commissario greco, infatti la Grecia in questo momento è uno dei paesi più sacrificati e più in difficoltà per l’enorme afflusso dei profughi dalla Turchia e per le barriere che gli stati a nord della penisola ellenica, a cominciare dalla Macedonia, stanno ponendo al transito degli immigrati verso i paesi del nord europa, ultima loro meta.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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