I medici tardano ad adattarsi a quella elettronica

Sanità: addio ricetta rossa, in tutt’Italia, da martedì 1 marzo 2016. Ma in Toscana (bandita da ottobre 2014) circola ancora

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica

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ricetta elettronica

Ricetta elettronica

FIRENZE – Da martedì 1 marzo, in tutt’Italia, sparirà la ricetta rossa compilata dai medici. O meglio: diciamo che la vecchia ricetta cartacea dovrebbe sparire. Perché fra la teoria dei ministeri e delle Regioni e l’applicazione pratica, la differenza è notevole. In Toscana, per esempio, la ricetta rossa cartacea sarebbe dovuta sparire il primo ottobre 2014, sostituita da un codice elettronico riscontrabile in farmacia e negli ambulatori di analisi. In teoria i pazienti toscani non avrebbero dovuto vedere la vecchia ricetta da oltre un anno e mezzo. In realtà, anche sabato 27 febbraio 2016, sia molti medici di famiglia nei loro ambulatori, sia i medici ospedalieri di Careggi hanno staccato ricette cartacee.

Il problema? In tutt’Italia, da martedì prossimo 1 marzo 2016,  potrebbero non essere accettate le ricette. In pratica resta tutto da vedere. Regole aleatorie.  Come dovrebbe funzionare quando sarà tutto a regime? Il paziente si vedrà consegnare dal medico un foglietto con un codice. Il farmacista se ne servirà per ritrovare la ricetta su internet. Lo stesso foglietto conterrà anche il codice che indica la fascia economica di appartenenza, quella in base a cui si determina l’eventuale ticket aggiuntivo. Non basta: non si potrà più autocertificare la propria fascia di reddito sulla singola ricetta, né in farmacia né negli ambulatori delle aziende sanitarie. Il codice della fascia economica sarà  già  presente sulla ricetta, ricavato direttamente dalla banca dati dell’Agenzia delle entrate e dell’Inps. Sarà  quindi il medico a riportare sulla ricetta, attraverso il software che interroga le banche dati del Mef e dell’Inps, la posizione economica dell’utente.

COSA CAMBIA Ecco allora tutte le novità. Per prima cosa sarà importante verificare che il codice della propria fascia sia presente e sia corretto. Il controllo andrà ripetuto poi annualmente. Solo nel caso che la propria fascia economica sia superiore a centomila euro non importa che il codice compaia. Verificata la correttezza del codice si potrà stare tranquilli. Nel caso invece che ci sia un errore, si dovrà fare l’autocertificazione. Se nessun codice è presente sulla ricetta, il cittadino dovrà pagare il ticket corrispondente all’importo massimo. Come verificare la propria fascia economica? Lo strumento è quello della tessera sanitaria, tramite la quale si può anche effettuare l’autocertificazione. Purché sia stata precedentemente attivata presso una Asl o in farmacia e si sia in possesso quindi del lettore per interfacciarla con il computer. In alternativa al pc di casa, si può utilizzare uno dei totem «Punto sì» che si trovano in tutte le aziende sanitarie. Inserendovi la carta, la si potrà utilizzare come da casa.

 

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Ernesto Giusti

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