L'annuncio del consiglio d'amministrazione

Expo 2015, Renzi: il futuro è un progetto «petaloso». Ma i conti sono in profondo rosso (sotto di 32 milioni)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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sala renzi

MILANO – Almeno 32 milioni di euro il buco della società – a partecipazione pubblica – EXPO S.P.A. per il 2015. Il consiglio di amministrazione di Expo 2015, lo scorso 18 gennaio, ha messo nero su bianco la cifra in una relazione che è stata discussa dai soci il 9 febbraio scorso. Nel documento in pratica si afferma anche che da febbraio 2016 le disponibilità liquide di Expo 2015 si sono esaurite, ma non le spese. E andando avanti così è prevedibile che la società arrivi ad accumulare perdite superiori a un terzo del suo capitale. Situazione in cui la legge impone l’abbattimento del capitale e il suo contemporaneo aumento per riportarlo al minimo legale. La certezza è che le casse di Expo S.P.A. sono vuote, o quanto meno che «le risorse sono sufficienti per le prossime 3-4 settimane», come ha ammesso lo stesso ex presidente ed ora candidato sindaco di Milano Beppe Sala. Per la prima volta in tanti mesi si parla apertamente di «rosso» nella società e si fa intravedere una realtà diversa dal tanto decantato successo economico dell’evento.

RENZI – Un fallimento dunque. E dire che, nella sua ansia di far risplendere anche le imprese più negative, nella recente sfilata con i big della moda italiana per l’ apertura della Fashion week di Milano, Renzi, al teatro Piccolo, aveva rilanciato alla grande il progetto del dopo Expo definendolo «petaloso» secondo il neologismo del bambino premiato dalla Crusca. E naturalmente tacendo gli aspetti negativi che stanno emergendo. Dunque un petaloso sì, ma profondo rosso.

EXPO – La società Expo stima, infatti, ha calcolato la perdita di 32,6 milioni di euro, avendo realizzato ricavi per 736,1 milioni di euro (di cui 373 per la vendita di 21,4 milioni di biglietti, 3,5 milioni in meno rispetto alla cifra indicata proprio da Sala come indispensabile per raggiungere il pareggio di bilancio) e sostenuto costi gestionali per 721,2 milioni di euro, a cui vanno aggiunte altre voci negative che portano il saldo in rosso: ammortamenti gestionali (-47,6 milioni) e accantonamenti al fondo rischi (-12,8 milioni).Ci sono anche i crediti non ancora recuperati, pari a 19,9 milioni di euro, per i quali la società di consulenza Deloitte «ha ritenuto di accantonare un fondo rischi di circa 6 milioni».

PATRIMONIO – Il dato positivo è soltanto quello del patrimonio netto. «Expo 2015 Spa prevede di chiudere l’ intero corso della sua attività con un patrimonio netto positivo di 14,2 milioni di euro, il risultato appare rilevante in quanto le previsioni economiche miravano al pareggio di bilancio alla data di conclusione dell’evento». L’ex commissario Sala ora candidato sindaco di Milano, sostenuto da Renzi, aveva tentato di convalidare le tesi del suo principale affermando soltanto, in merito ai conti Expo, che le cifre sono in linea con la stima per quanto riguarda il patrimonio netto, “unico dato che conta”.

Il patrimonio di 14 milioni di euro è dunque quel che resta di uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro per realizzare Expo, veramente un ottimo risultato per un amministratore, non c’è che dire. Nel frattempo, però, il collegio dei liquidatori (Elena Vasco, Domenico Aiello, Michele Saponara, Alberto Grando e Maria Martoccia) si trova di fronte a grossi problemi di liquidità su Expo, che continua ad avere spese (lo smantellamento dell’area) ma non più ricavi.

E anche una delle realizzazioni più magnificate da Renzi, che comunque non è stato il responsabile della scelta di organizzare expo 2015, si sta avviando, come molte altre, verso un concreto fallimento economico, anche se dal punto di vista pubblicitario è stata considerata un successo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Su una cosa aveva visto bene Monti: disse che non c’erano soldi da spendere e non propose l’Italia per le olimpiadi.
    Praticamente, anche se ogni evento “porta lustro” e viene pompato più del dovuto, è a rimessa.
    Allora mi chiedo: dato che l’Italia è un paese di anziani, perchè non destinare quei soldi all’assistenza?

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