Sale l'occupazione dipendente

Lavoro, Istat: nel 2016 il tasso d’occupazione cresce al 56,8% (+0,9 punti percentuali)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Aumenta l’occupazione totale, crescono i posti stabili nonostante la riduzione da gennaio dello sgravio contributivo, cresce l’età media di chi è al lavoro, sale l’occupazione dipendente mentre diminuisce quella indipendente, torna a crescere la disoccupazione giovanile: è quanto emerge dai dati rilevati dall’Istat sul lavoro a gennaio 2016 secondo i quali nel mese gli occupati sono aumentati di 70.000 unità su dicembre (+99.000 i dipendenti a tempo indeterminato) e di 299.000 su gennaio 2015 (+426.000 i dipendenti a tempo indeterminato).

Guardando le tabelle emerge un aumento dell’occupazione su base annua dovuta prevalentemente alla diminuzione degli inattivi (-242.000) mentre i disoccupati diminuiscono di 169.000 unità. Il tasso di disoccupazione, dopo una forte riduzione nella prima parte del 2015, a gennaio resta sostanzialmente stabile all’11,5% (-0,7 punti percentuali sull’anno).

I dati sui quali hanno espresso soddisfazione il premier, Matteo Renzi e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti risentono degli sgravi contributivi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato dalla legge di stabilità per il 2015 (esonero totale dei contributi per un triennio con un tetto a 8.060 euro) e da quella per il 2016 (40% di sgravio per due anni con un limite a 3.250 euro annui). Su base mensile a gennaio non c’è quindi stato alcun effetto boomerang con il calo degli incentivi per quest’anno mentre il dato su gennaio 2015 risente degli sgravi per le assunzioni fatte l’anno scorso. E’ comunque probabile, essendo i dati Istat basati su indagine campionarie, che una parte delle risposte avute a gennaio riflettano assunzioni fatte a dicembre. Nel complesso gli occupati dipendenti aumentano a gennaio di 71.000 unità su dicembre e di 448.000 unità su gennaio 2015 (+426.000 quelli permanenti). Gli occupati indipendenti restano stabili su dicembre e diminuiscono di 149.000 unità su gennaio 2015.

Se il risultato complessivo è positivo con una crescita su base annua del tasso di occupazione al 56,8% (+0,9 punti percentuali) è anche vero che la crescita più alta è quella per la fascia dei lavoratori più anziani con un +1,8 punti percentuali (al 57,3%) grazie anche alla stretta sull’accesso alla pensione. In pratica gli occupati con più di 50 anni sono aumentati di 359.000 unità rispetto a gennaio 2015 (+4,9 punti) mentre gli under 35 sono cresciuti di appena 9.000 unità e coloro che hanno tra i 35 e i 49 anni sono diminuiti di 69.000 unità. Diminuiscono gli inattivi sia per l’aumento dell’età necessaria per andare in pensione (il calo degli inattivi è soprattutto tra gli ultracinquantenni) ma anche probabilmente per l’aumento della fiducia nella possibilità di trovare un lavoro che riporta una parte degli scoraggiati nel mercato. Per i giovani torna a crescere il tasso di disoccupazione su base mensile (+0,7 punti a 39,3%) mentre diminuisce su base annua (-1,6 punti).

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Camillo Cipriani

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