Operazione antiriciclaggio coordinata dalla Procura fiorentina

Firenze: la Dia sequestra beni per tre milioni a imprenditore calabrese

di Redazione - - Cronaca

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Agenti della Dia

Agenti della Dia

FIRENZE – La Direzione investigativa antimafia di Firenze, al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze – Direzione distrettuale antimafia, ha sequestrato un rilevante patrimonio mobiliare, immobiliare e societario per un valore stimato di oltre 3 milioni di euro, nei confronti di un imprenditore calabrese che da anni aveva trasferito i propri interessi economici in Toscana.

Le investigazioni hanno consentito di accertare come, coadiuvato da prestanome, egli avesse effettuato, nel tempo, ingenti investimenti acquisendo importanti esercizi commerciali tra cui bar, pasticcerie, pizzerie e diversi appartamenti ubicati a Firenze e a Prato.

AGGIORNAMENTO DELLE 12,15

Sono 6 le persone indagate nell’operazione antiriciclaggio coordinata dalla procura di Firenze e condotta dalla Dia di Firenze insieme alla Gdf, con cui è stato messo in luce un meccanismo di reimpiego di capitali accumulati nel settore delle costruzioni, in particolare a Prato, e poi reimmessi nel circuito legale dell’economica acquistando importanti esercizi commerciali a Firenze e Prato come bar, pasticcerie, ristoranti e pizzerie. Stamani, 2 marzo, nell’operazione sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 3 milioni di euro a un imprenditore calabrese, da anni in Toscana,  per il quale è scattato anche l’arresto ai domiciliari per la bancarotta fraudolenta di una società commerciale da cui dipende uno dei bar in cui sarebbe stato riciclato denaro. Nell’inchiesta sono state formulate accuse, a vario titolo, ai sei indagati, per associazione a delinquere, di riciclaggio, di reimpiego illecito di campitali e di evasione fiscale.

La Dia ha ricostruito che il ‘nero’ realizzato a Prato con la costruzione di appartamenti nell’area del Pino veniva poi reimmesso nel circuito legale tramite società appositamente costituite per acquistare esercizi commerciali. Tali società erano finanziate con il denaro proveniente dai conti personali degli indagati, senza ricorrere così agli istituti di credito. L’indagine è partita anche da una decine di operazioni sospette segnalate dalla Banca d’Italia agli inquirenti. Nelle attività illecite risultano sottratte all’erario cospicue somme di denaro rispetto ai redditi bassi degli indagati. In totale, stamani, nelle province di Crotone, Firenze  e Prato sono state sequestrate le quote azionarie di nove società, 7 appartamenti, 5 veicoli e 42 tra conti correnti, libretti di deposito bancario
e dossier titoli.

 

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