Mentre il tempo di lavoro sarebbe diminuito

Spending review: con Renzi sono aumentate le spese della Presidenza del Consiglio

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa
Il Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri

Abbiamo già più volte ripreso le indagini di Openpolis, un sito specializzato nell’analisi della vita e dell’attività politica e parlamentare italiana, che questa volta pone l’accento sulle spese di Palazzo Chigi, mettendo a confronto i bilanci consuntivi dal 2011 al 2014 (per un volume di spesa che in totale supera i 15 miliardi di euro) , un periodo che ha visto ben tre Presidenti del Consiglio. In questi quattro anni si è rilevato che inizialmente Mario Monti ha effettuato numerosi tagli, seguito poi da Enrico Letta, che ha continuato la cura dimagrante, mentre sotto la gestione di Matteo Renzi le spese sono tornate a salire.

«Dal 2011 ad oggi le spese certificate di Palazzo Chigi superano i 15 miliardi di euro – spiegano da Openpolis – buona parte del budget, oltre il 60%, è destinato alla protezione civile. Nel 2014 le uscite sono tornate a salire dopo anni di tagli».

«La macchina di Palazzo Chigi, come tutti gli organi dello Stato, ha dei costi – si legge ancora nel dossier – dalle politiche antidroga, alla protezione civile, passando per le politiche europee, gli affari regionali e tanto altro, la Presidenza del consiglio dei ministri è uno struttura molto complessa».

Analizzando le cifre nel dettaglio, si scopre che nel 2013 (anno del governo Letta) il bilancio consuntivo era stato ridotto a 3,5 miliardi, ed è risalito poi con il primo anno di governo Renzi a 3,6 miliardi. Buona parte del budget, oltre il 60%, è destinato alla protezione civile. Tra le voci principali di spesa anche il segretariato generale, editoria, gioventù e gli affari regionali. Da notare come il segretariato generale abbia raggiunto delle spese di gestione record nella storia recente, passando dai 396 milioni del 2013 ai 754 del 2014. Tra le altre spese del governo vanno segnalate quelle per l’informazione e l’editoria (il 6% del totale), per la Gioventù (5,85%), Affari regionali, autonomie e sport (2,87%), Funzione pubblica (1,16%), Pari opportunità (0,73%). Scompaiono, rispetto al 2013, le spese per «innovazione e tecnologie», che dodici mesi prima ammontavano all’1,19% del totale.

Nel rapporto esistono anche segnalazioni di risparmi, che però non incidono sulla spesa: infatti l’unica riduzione che si registra con il governo Renzi è quella del tempo relativo ai Consigli dei ministri. Openpolis rileva infatti che i 102 incontri registrati nei primi due anni di governo hanno avuto una durata media di un’ora. Oltre il 30% non è arrivato a mezz’ora. Ben 11 riunioni sono durate dai 4 agli 8 minuti. Cento ore di lavoro in due anni che sembrano assai poche, pur tenendo presente che spesso i Consigli dei ministri servono solo a ratificare scelte già prese altrove.

Tag:, ,

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.