Dopo la stretta dovuta alla crisi

Confesercenti, credito e Pmi: due proposte del presidente Nico Gronchi per il rilancio dell’economia

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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Da sinistra, Massimo Biagioni, direttore di Confesercenti Toscana,Enrico Rossi, presidente della Regione, e Nico Gronchi, presidente regionale di Confesercenti

Da sinistra, Massimo Biagioni, direttore di Confesercenti Toscana,Enrico Rossi, presidente della Regione, e Nico Gronchi, presidente regionale di Confesercenti

FIRENZE – La proposta arriva dopo una serie d’incontri con la Regione e con i commercianti. Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, lancia un proposta. Che riassume in questa nota: «Il sistema del credito in Toscana si è trovato, negli ultimi anni, al centro di una tempesta perfetta: sfiducia diffusa nelle banche, sistemi di garanzia in debito d’ossigeno, imprese alla ricerca continua e spasmodica di credito per liquidità e investimenti. Poi, come se tutto ciò non bastasse, si è aggiunta la riforma del fondo centrale di garanzia, l’entrata in vigore di nuove regole europee in materia, le sofferenze bancarie in aumento».

E ancora: «Tutto questo rischia di diventare un abbraccio mortale dal quale il sistema del credito in Toscana può e deve liberarsi. Lo possiamo fare, a nostro avviso, se si riscrivono le regole del gioco, e se la Regione Toscana, come già fatto in passato, si impegna, con continuità, a portare avanti una seria politica a sostegno dell’economia, anche attraverso la predisposizione di fondi ad integrazione della garanzia, assolutamente necessari per quelle piccole e medie imprese che non riescono ad accedere al credito in maniera autonoma. Come dimostrano i dati in nostro possesso, tali fidi, superato lo scoglio delle garanzie, una volta rilasciati, hanno in media un effetto moltiplicatore di 10/11 volte le risorse messe in campo».

Quindi la conclusione: «Se il  modello Toscana finora ha finora funzionato lo si deve anche e soprattutto al ruolo ed al lavoro messo in campo dai Consorzi Fidi.  Lo dicono i dati (uno su tutti: Italia Comfidi, il consorzio Fidi Confesercenti  garantisce oltre 1.2 miliardi che girano in Toscana, altrettanto fa complessivamente Fidi Toscana assieme agli altri intermediari del credito) i consorzi fidi sono stati, in questi anni lo strumento più potente per far arrivare credito e liquidità al mondo delle imprese. Per rafforzare questo meccanismo virtuoso e metterlo in condizione di affrontare le nuove, difficili sfide che attendono mondo bancario ed imprese nei prossimi mesi proviamo ad avanzare le seguenti due proposte:

1) Un tavolo sul sistema del Credito in Toscana, con nuovi ruoli per banche, consorzi e intermediari. Definizione di strumenti finanziari innovativi quali Tranched Cover, microcredito, minibond o forme di equity. Un ruolo forte delle garanzie, sia dei Consorzi privati sia di Fidi Toscana, potrà fare la differenza in Toscana anche rispetto alle altre Regioni, immaginando per la finanziaria regionale un ruolo importante ma sopratutto risorse adeguate ad esempio per le controgaranzie e per alcuni interventi sulla finanza agevolata; è stato un tassello fondamentale delle strategie regionali sul credito, per noi deve continuare ad esserlo.

2) Definizione di strumenti finanziari innovativi come ad esempio una tranched cover con risorse e scadenze certe e finalizzate per tutte le imprese toscane: le banche ottengono una garanzia all’80% con un risparmio del 60/70% sull’assorbimento di capitale, la Regione limita la propria responsabilità sul bilancio alle sole risorse messe a disposizione e i soggetti garanti limitano il rischio sulle garanzie».

 

Queste due proposte – conclude Gronchi – possono essere un elemento cardine di una nuova strategia sul credito che dobbiamo scrivere tutti insieme: Istituti di credito, Associazioni di Categoria e Consorzi Fidi, e naturalmente la Regione Toscana; anche attraverso la propria finanziaria regionale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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