Dal 5 marzo al 3 luglio al Victoria and Albert Museum

Londra: «Botticelli Reimagined», si apre in Inghilterra la più grande mostra dedicata al maestro fiorentino del Rinascimento

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Cultura, Eventi

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La Nascita di Venere

La Nascita di Venere

LONDRA – Si chiama «Botticelli Reimagined» e sarà la mostra più grande dedicata al maestro dell’arte fiorentina del Rinascimento, Sandro Botticelli(Firenze 1445 – 1510), dal 1930 nel Regno Unito. Un omaggio all’arte moderna e a quella contemporanea. Dal 5 marzo al 3 luglio 2016, a Londra, si terrà nelle sale del Victoria and Albert Museum. Sono 150 opere, dai Preraffaelliti a Magritte, fino ad Andy Warhol. Tema principale sarà l’influenza esercitata da Botticelli sulla creatività di altri grandi artisti, a distanza di secoli.

Partendo dal «Ritratto di Esmeralda Brandini», opera che Botticelli realizzò nel 1475 circa e che si trova nella collezione del museo londinese da oltre un secolo. L’opera è appartenuta a Dante Gabriel Rossetti, il più importante esponente dei Preraffaelliti, il noto movimento artistico e letterario fondato dallo stesso Gabriel Rossetti nel 1848. Si era immaginato che l’artista inglese avesse modificato l’opera di Botticelli dando quella particolare tinta rossa ai capelli del soggetto e, invece, le recenti analisi hanno dimostrato come la scelta del colore fosse dovuta proprio a Botticelli. Una curiosità questa che evidenzia l’interesse rivolto all’artista fiorentino nel corso dei secoli. Tra le tante opere botticelliane alcune di esse sono divenute, infatti, vere e proprie icone dell’arte. In assoluto una delle più note è senza dubbio la «Nascita di Venere» conservata presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. L’artista cinese Yin Xin in un quadro del 2008 la reinterpreta secondo la fisionomia orientale, donando alla Venere gli occhi a mandorla, mentre l’americano David LaChapelle, in un’opera del 2009, mette al posto della dea una modella bionda, circondata da un tripudio di colori. L’opera è divenuta fonte di ispirazione anche per il mondo della moda. Nella collezione primavera-estate 1993, gli stilisti Dolce e Gabbana la utilizzano come modello per realizzare un abito femminile.

La mostra mette in evidenza il continuo tentativo non solo da parte del mondo dell’arte e del sistema moda di trarre ispirazione e idee dal passato operando un rimescolamento di immagini, di segni, di significati che esaltando fino all’eccesso un’opera, il suo autore o il soggetto rappresentato finiscono sempre per svuotarlo di ogni significato. Non dobbiamo stupirci del fatto che l’immagine del «David» di Michelangelo servano per decorare grembiuli per cucinare, copertine di quaderni e tutto quanto può rientra in quella categoria detta marchandising, ciò che si può commercializzare, vendere, in poche parole. E dunque non stupisce nemmeno che il sindaco di Firenze, Dario Nardella, si sia precipitato a Londra in visita istituzionale per mostrare, in questa occasione, le proficue opportunità di investimento da fare a Firenze. Niente da eccepire. Va proprio tutto bene. Del resto anche Lorenzo il Magnifico, teneva Botticelli alla sua corte perchè le sue opere rappresentavano la ricchezza del suo casato e della città. Si tratta di un sistema collaudato certamente non inventato da Dolce e Gabbana o da David LaChapelle, ma da questi intuito e scimmiottato. Anche in questo i Medici erano avanti e avevano capito molto della forza dell’immagine sulla cultura e da qui sulla politica.

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Cristina Degl'Innocenti

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