Si è spento all'ospedale di Empoli, aveva 75 anni

Firenze: è morto Giorgio Ariani. Grave lutto per il mondo dello spettacolo. Fece anche la voce di Ollio

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Primo piano

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Giorgio Ariani

Giorgio Ariani

FIRENZE – E’ morto Giorgio Ariani. Comico, attore e doppiatore. Aveva 75 anni. Permettetemi di dire che se n’è andato un grande amico, un personaggio che imparai a conoscere 50 anni fa, quando cominciavo a scrivere per La Nazione e, oltre al calcio, mi veniva affidato anche qualche spettacolo nei circoli e nei teatrini della provincia. Capii subito che Giorgio Ariani, nel suo genere, era un grande. Stavamo cominciando, lui nel mondo dello spettacolo e io nel giornalismo. Fu amicizia e simpatia a prima vista. Lui ha fatto tanto: è stato anche la voce italiana di Ollio, Oliver Hardy, dopo Alberto Sordi. Se l’è portato via, ieri all’ospedale di Empoli, una malattia che lo ha costretto a ripetuti ricoveri. La notizia mi era stata preannunciata da un amico: «Guarda, Giorgio se ne sta andando, non c’è speranza…». Ecco, non volevo rassegnarmi. Poi è arrivata la conferma, tristissima e dolorosa come una pugnalata.

ariani2I funerali saranno celebrati domani, lunedì, alle 11, nella chiesa di Sant’Andrea a Montespertoli. Lascia la moglie e tre figli. Giorgio Ariani era nato a Ferrara il 26 maggio del 1941, ha vissuto tutta la sua vita in Toscana. In televisione nel 1972 era doppiatore nel programma «Gulp. I fumetti in tv» di Rai Uno e comico in molti programmi popolari tra cui «Drive In» e «La sai l’ultima». Nel cinema conquistò la popolarità con le commedie «Il sommergibile più pazzo del mondo» e «Pierino la peste alla riscossa», pellicola che Alvaro Vitali non volle interpretare. Ha lavorato anche con Roberto Benigni nel film «Pinocchio» (2002); con Leonardo Pieraccioni in «Una moglie bellissima» (2007) e «Io & Marilyn»
(2009) e con Neri Parenti nel film «Amici miei. Come tutto ebbe inizio» (2011).

Sui social network, dopo che la notizia era stata anticipata su alcuni quotidiani locali, tanti i messaggi di cordoglio tra i quali quello dei suoi amici Giorgio Panariello che ha scritto «Se n’è andato un altro pezzo di storia della comicità toscana», e Leonardo Pieraccioni che ha raccontato, rivolgendosi a Giorgio come per un ultimo saluto, quando «negli anni ’80 facesti lo spettacolo che mi ha fatto più ridere tra gli spettacoli di cabaret. Lo sai, ho iniziato a fare questo mestiere per colpa tua».

Durante i miei 47 anni di lavoro a La Nazione l’ho incrociato diverse volte. Si ricordava di quand’ero un cronista in erba ma avevo i capelli lunghi. Mi prendeva in giro per la calvizie, diceva che ero un pomodoro: «il pelato toscano…». Ecco, lo so che che è una frase scontata, ma lasciatemi dire che mi mancherà. Che mancherà a tutti, davvero. Ciao Giorgio.

 

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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