L'audizione di Francesco D'Andrea

Caso Banca Etruria, il Pg di Firenze al Csm: per il procuratore Rossi non c’è incompatibilità

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi

Il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi

FIRENZE – Non emergono criticità riguardanti la Procura di Arezzo. E’ quanto avrebbe sottolineato il procuratore generale di Firenze, Francesco D’Andrea, davanti alla prima Commissione del Csm, che lo ha ascoltato oggi pomeriggio, 7 marzo, in audizione nell’ambito della pratica aperta sul capo della Procura di Arezzo, Roberto Rossi.

La prima Commissione di palazzo dei Marescialli, fin dallo scorso dicembre, è al lavoro per verificare se vi fosse una presunta incompatibilità tra il coordinamento che Rossi ha avuto sulle indagini inerenti Banca Etruria, e l’incarico come consulente giuridico di palazzo Chigi che ha svolto fino allo scorso 31 dicembre. Dopo l’audizione di oggi, la Commissione del Csm, presieduta dal laico Renato Balduzzi, ha deciso di aggiornarsi a domani, quando deciderà se e come proseguire la sua attività istruttoria. Sembra probabile, infatti, che la Commissione compirà ulteriori accertamenti istruttori, non esclusa una nuova audizione.

Nel febbraio scorso, la prima Commissione del Csm aveva chiesto atti alla Procura generale di Firenze per verificare alcuni passaggi delle attività di indagine compiuti dai pm di Arezzo in merito a fascicoli dei quali era stato coinvolto Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme: dai documenti arrivati a palazzo dei Marescialli e’ emerso che tutte le dieci inchieste che lo avevano riguardato (quattro delle quali erano state seguite direttamente da Roberto Rossi in qualità di pm) si sono concluse con l’archiviazione.

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