E c'è l'obbligo di continuare a far lezione

Scuola, protesta il sindacato Gilda: compensi da fame (1,9 euro l’ora) per i commissari dei concorsi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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commissari

ROMA – Carichi di lavoro estenuanti e compensi da fame per i commissari del prossimo concorso a cattedra. La denuncia arriva dalla Gilda degli Insegnanti che definisce ai limiti dello sfruttamento il trattamento economico riservato ai docenti cui spetta il compito di esaminare i candidati. Poiché il bando del nuovo concorso stabilisce una tempistica precisa per lo svolgimento degli scritti (150 minuti) e degli orali (45 minuti a candidato), calcolando almeno 20-30 minuti per la correzione di un compito, un commissario che debba giudicare almeno 100 candidati sarà presumibilmente impegnato – calcola il sindacato – per una media di 50 ore per la correzione e 75 ore per gli orali. Alle 125 ore, si devono poi aggiungere almeno 10 ore per le riunioni di commissione e la sorveglianza alle prove. In tutto, 135 ore di lavoro qualificato.

A conclusione del concorso, con soli 100 candidati (una cifra molto prudente rispetto alle previsioni dei concorrenti per commissione), un commissario prenderà 259 euro lordi, pari a 1,9 euro per ogni ora. «Il lavoro che svolgeranno questi insegnanti – afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda – è di estrema importanza perché consiste nel selezionare i futuri docenti che si occuperanno dell’istruzione degli studenti. Ciononostante, i commissari riceveranno un compenso decisamente non all’altezza della grande responsabilità affidata. Inoltre – sottolinea Di Meglio – questi docenti non potranno godere di alcun esonero dal servizio e quindi saranno costretti a tour de force assurdi tra attività didattica e commissioni concorsuali. Un super lavoro che li vedrà impegnati anche nei mesi di luglio e agosto, con una conseguente lesione del diritto alle ferie. Chiediamo pertanto – conclude il coordinatore della Gilda – che vi sia un intervento politico urgente, per evitare che le commissioni siano svuotate delle professionalità richieste, e che siano adeguatamente riconosciuti in termini economici e normativi, per esempio con esonero dalle lezioni e dagli impegni scolastici, i complessi impegni e le responsabilità a carico dei commissari di concorso».

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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