Il governo esulta, i sindacati sono cauti

I dati del Ministero del lavoro: più assunzioni (+7,2%) e meno licenziamenti (-8,14%). Ma resta il problema di 3 milioni di disoccupati

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – I dati del Ministero del Lavoro che riguardano la situazione di assunzioni e licenziamenti al termine del 2015, segnalano che il Jobs Act ha avuto effetti sostanzialmente positivi. Le assunzioni sono state fortemente incentivate dagli sgravi contributivi, tanto che nel quarto trimestre sono stati attivati 2.506.704 contratti di lavoro dipendente e parasubordinato, con una crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. I contratti a tempo indeterminato sono di fatto raddoppiati: si è passati da 368mila a quasi 740mila. Riduzioni marcate si registrano per i rapporti di lavoro avviati in collaborazione (-40,4%), in apprendistato (-17,7%) e a tempo determinato (-7,7%).

Notizie positive anche dai licenziamenti, che sono diminuiti. Nel corso del 2015 sono stati poco più di 840mila, in calo dell’8,14% rispetto al 2014, nonostante le tutele crescenti abbiano abolito parte delle tutele garantite dall’articolo 18. La flessione più consistente riguarda l’ultimo trimestre: -14,9 per cento. «Cambiano le norme sul lavoro e la catastrofe annunciata non avviene, anzi», esultano dal Pd. I sindacati sono più cauti. «Non basta. Il problema è come trovare lavoro a quei tre milioni di italiani che non ce l’hanno», taglia corto Annamaria Furlan, leader della Cisl.

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Camillo Cipriani

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