La Santa Sede vigilerà perché onorari e spese siano contenuti

Papa Francesco vara la spending review sulle cause di beatificazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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Papa Francesco

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VATICANO – Papa Francesco, continuando la sua opera di snellimento e semplificazione delle attività del Vaticano, ha approvato una revisione delle norme sull’amministrazione dei beni delle Cause di beatificazione e canonizzazione, abrogando quelle che aveva promulgato Giovanni Paolo II. Ha stabilito, tra l’altro, che la Sede Apostolica, data la natura peculiare di bene pubblico delle Cause, ne sostiene i costi, a cui gli Attori partecipano tramite un contributo, e vigila perché gli onorari e le spese siano contenuti e tali da non ostacolarne il proseguimento.

PAROLIN – «Il Sommo Pontefice ha disposto che le suddette Norme, allegate al presente Rescritto, siano promulgate e pubblicate sull’Osservatore Romano, stabilendo che le medesime entrino in vigore ad experimentum per tre anni a partire dalla data di approvazione», scrive il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, ricevuto lo scorso quattro marzo dal Papa. Con il rescritto che definisce le nuove norme sull’amministrazione dei beni delle Cause di beatificazione e canonizzazione, Papa Francesco distingue il ruolo di Amministratore da quello di attore, rafforzando così il meccanismo controllore-controllato, rende più stringenti le procedure contabili, e rinvigorisce il ruolo della congregazione per le Cause dei santi come alta autorità di vigilanza. La congregazione vaticana, guidata attualmente dal cardinale Angelo Amato, 77 ani, svolge il ruolo di alta autorità di vigilanza su ogni informazione finanziaria, verifica di bilancio, nonché, nella fase romana, gli onorari e ogni altra spesa in base a quanto stabilito dalla medesima Congregazione e in caso di inadempienze o di abusi di natura amministrativo-finanziaria da parte di quanti partecipano allo svolgimento della Causa, essa interviene disciplinarmente.

CONTRIBUTO – Il rescritto regolamenta poi (quarto capitolo) il contributo dell’attore alla sede apostolica con tanto di dettagli quali la previsione che i contributi, che non comprendono il costo della stampa della Positio, devono pervenire tramite bonifico bancario sul conto corrente della Congregazione delle Cause dei Santi, alla quale occorre inviare il documento riguardante l’avvenuta operazione e che celebrata la beatificazione o la canonizzazione, l’Amministratore del fondo rende conto dell’amministrazione complessiva dei beni per la debita approvazione. Dopo la canonizzazione, infine, la Congregazione delle Cause dei Santi dispone dell’eventuale rimanenza del fondo, tenendo presenti le richieste di utilizzo da parte dell’Attore e le esigenze del Fondo di Solidarietà al quale l’Attore può chiedere un contributo nei casi in cui vi sia reale difficoltà a sostenere i costi di una Causa in fase romana.

COSTI – La questione dei costi e delle irregolarità nelle cause di beatificazione e canonizzazione, sollevata anche nei libri basati su documenti riservati del Vaticano (vatileaks) filtrati ad Emiliano Fittipaldi (Avarizia) e Gianluigi Nuzzi (Via crucis), era stata affrontata dalla commissione istruttoria voluta da Papa Francesco a inizio pontificato, Cosea, dalla quale quei documenti provengono. Già nel gennaio del 2014, il cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione per le Cause dei santi, scrisse, sull’Osservatore Romano, che era entrato in vigore un tariffario di riferimento, a cui postulatori e attori delle cause di canonizzazione devono attenersi perché non vi siano sperequazioni tra le varie cause.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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