Da martedì 15 a sabato 26 marzo

Opera di Firenze: in scena «L’italiana in Algeri» di Rossini

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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«L’italiana in Algeri» nell’allestimento firmato da Joan Font (foto Tato Baeza)

FIRENZE – All’Opera di Firenze torna, dopo sei anni di assenza, «L’italiana in Algeri», la più popolare delle opere comiche di Gioacchino Rossini dopo «Il Barbiere di Siviglia».  A dirigere l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino ci sarà Bruno Campanella, specialista del Belcanto. Lo stesso si può dire della protagonista femminile, il mezzosoprano Marianna Pizzolato, che ha ricoperto il ruolo più volte con successo (anche al ROF di Pesaro). Dal punto di vista musicale le premesse sono dunque buone.

Quanto all’aspetto visivo, l’allestimento è lo stesso del 2010, coprodotto dal Maggio Musicale Fiorentino col Teatro Real di Madrid, l’Opéra National de Bordeaux e la Houston Grand Opera: la regia di Joan Font si avvale dei coloratissimi costumi e delle scene stilizzate di Joan Guillén, che accentuano la componente fiabesca e quella ironica.

La storia, come si sa, non è più realistica di quanto lo sia quella de «Il ratto dal serraglio» di Mozart: al bey di Algeri, Mustafà, annoiato dalla devota consorte, viene l’uzzo di includere nel suo harem un’italiana, «una di quelle signorine che dan martello a tanti cicisbei». La sorte gliene fa capitare sottomano una, Isabella, sbarcata alla ricerca del suo amato Lindoro catturato e ridotto in schiavitù proprio da Mustafà. Questi in quattro e quattr’otto ne rimane affascinato e le concede perfino Lindoro come schiavo personale. L’accompagnatore di Isabella, Taddeo, uno spasimante che lei presenta come zio per farlo lasciare libero, viene nominato kaimakan (luogotenente) dal bey, che vuole averlo alleato nella conquista di Isabella; ma, nonostante la remissività, Mustafà non fa grandi progressi se non in apparenza: l’italiana gli fa infatti sapere che, in  segno d’amore, vuole nominarlo suo Pappataci, la massima onoreficenza che nella sua patria d’origine si destina ai mariti. Con la scusa dei festeggiamenti, Isabella raduna i prigionieri italiani e, mentre il bey è concentrato a svolgere al meglio le funzioni di un bravo Pappataci (mangiare, bere, dormire e soprattutto tacere), fuggono tutti da Algeri. Scoperto l’inganno a Mustafà non resta che consolarsi con la moglie, giurando di lasciare perdere per sempre le Italiane.

Opera di Firenze (Piazza Vittorio Gui / Viale Fratelli Rosselli)

Martedì 15 marzo, Mercoledì 16 marzo, Martedì 22 marzo, Mercoledì 23 marzo e Sabato 26 marzo, ore 20; Domenica 20 marzo, ore 15.30

«L’Italiana in Algeri». Opera lirica in due atti. Musica di Gioachino Rossini. Libretto di Angelo Anelli. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino; Direttore Bruno Campanella; Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Regia: Joan Font. Scene e costumi: Joan Guillén. Luci: Albert Faura. Coreografia: Xevi Dorca

Isabella: Marianna Pizzolato / Victoria Yarovaya (16, 22)

Mustafà: Pietro Spagnoli / Marko Mimica (16, 20, 22)

Lindoro: Boyd Owen / Patrick Kabongo Mubenga (16, 22)

Taddeo: Omar Montanari / Biagio Pizzuti (16, 22)

Elvira: Damiana Mizzi

Zulma: Lamia Beuque

Haly: Sergio Vitale

Durata complessiva: 2 ore e 40 minuti

Biglietti da 10 a 80 euro. Orari biglietteria e vendita online sul sito dell’Opera di Firenze

 

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