La missione europea e italiana parte dal cosmodromo kazako

Baikonur: partita la sonda ExoMars, diretta verso il pianeta rosso. Per verificare le possibilità di vita (video)

di Redazione - - Cronaca, Economia, Top News

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Baikonur

BAIKONUR (KAZAKISTAN) – È stato lanciato dal cosmodromo di Baikonur il razzo Proton con sonda e modulo atterraggio, diretto verso Marte: è partita così la prima fase della missione europea ed italiana ExoMars, che porta l’Europa su Marte a caccia di vita. La seconda fase è prevista nel 2018 e dovrà portare sulla superficie marziana un rover equipaggiato con un trapano che perforerà il suolo fino a due metri di profondità. Il Proton sta portando in orbita la sonda Tgo (Trace Gas Orbiter), che resterà nell’ orbita di Marte per sette anni, e il lander Edm (Entry, Descent and Landing Demonstrator), il veicolo dedicato all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, che dovrà dimostrare la capacità dell’Europa di posarsi sul suolo di Marte. Notizie sulla missione sono attese alle 21,15 italiane, quando i due veicoli della si separeranno dall’ultimo stadio del Proton; alle 22,28 è prevista l’acquisizione del segnale dalla base dell’Asi a Malindi: sarà la conferma che la sonda e il modulo Schiaparelli sono nella posizione voluta per raggiungere Marte. Il viaggio durerà circa sette mesi e l’arrivo nell’orbita di Marte è previsto per il prossimo 16 ottobre, quando il modulo Schiaparelli si sgancerà per scendere sul pianeta, il 19 ottobre. I dati raccolti saranno utili per verificare la possibilità di vita su Marte.

L’Italia, attraverso l’Agenzia spaziale italiana che sostiene circa il 32% del costo totale della missione, pari a 350 milioni di euro, è il principale finanziatore e supporter della missione. Roberto Battiston, presidente dell ASI: «Stiamo lanciando un sogno, il sogno di arrivare su Marte per aprire la strada alla missione che forse ci darà grandi risultati dal punto di vista scientifico sotto la superficie del pianeta».

Una grande sfida tecnologica che vede l’Italia in prima linea grazie all’impegno di Thales Alenia Space Italia e del gruppo Finmeccanica, leader dell’intero progetto e alla guida di un consorzio di oltre 140 aziende, tra cui l’Altec di Torino dove sarà costituito il centro di controllo della missione che va a caccia di nuove forme di vita. Donato Amoroso, ad di Thales Alenia Space Italia: «Saremo ostinati al punto che le troveremo – ha detto Amoroso – ma la natura non fa salti, dobbiamo arrivarci per passi e i passi successivi li stiamo mettendo a punto proprio con le missioni come Exomars 16 e 18».

ExoMars rappresenta una sfida di portata storica. A supportare l’Esa stavolta c’è la russa Roscosmos che ha messo a disposizione un lanciatore Proton e che, come ha sottolineato il numero 1, Igor Komorov, nella conferenza stampa pre-lancio, non esclude nuove future sfide assieme ai colleghi europei, in una logica di sinergia e collaborazione sempre più consistenti. Esulta su twitter il premier Matteo Renzi: #ExoMars e’ l’Europa che ci piace. E’ l’Italia di cui siamo orgogliosi.

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