L'analisi del Sole 24 Ore

Tasse, Renzi nuovamente smentito: le imposte immobiliari sono aumentate fino ai 25 miliardi del 2015

di Camillo Cipriani - - Economia, Politica, Primo piano, Top News

Stampa Stampa
padoan-e-renzi-

Padoan-e-Renzi-

Un altro bel colpo alle affermazioni di Renzi sul presunto abbattimento delle tasse operate dal suo governo viene anche da un’analisi del più accreditato quotidiano economico italiano, Il Sole 24 Ore. In un articolo dedicato all’andamento delle entrate 2006 – 2015 si rileva in particolare che su risparmio, case, benzina e in parte anche Irpef ci sono stati aumenti record. Nel bel mezzo della crisi, e con l’urgenza di ingrossare i flussi in entrata per far quadrare i conti pubblici, i Governi dal 2011 in poi hanno deciso l`aumento dei tributi di tipo patrimoniale e la delega a Comuni e Regioni, che fino all’anno scorso hanno potuto alzare le aliquote.

REDDITI DA CAPITALE – Quest’operazione ha influito in particolare sul forte rincaro della tassazione su interessi, redditi di capitale e plusvalenze (+19,7%). Un rincaro su cui pesa soprattutto l’incremento dal 20 al 26% della sostitutiva, scattato nel luglio 2013, e al quale non è estraneo l’aumento del gettito dell’imposta di bollo, che si applica tra l’altro sui conti correnti.

TRIBUTI LOCALI – Sul fronte dei tributi locali, invece, si possono citare gli esempi delle addizionali Irpef – regionale e comunale – ma, soprattutto, il caso delle imposte immobiliari nelle loro diverse denominazioni di Ici, Imu e Tasi, il cui peso è quasi raddoppiato fino ai 25 miliardi di euro del 2015. Su questi tributi però inciderà quest’anno lo stop agli aumenti deciso dal Governo con la legge di Stabilità 2016 dopo quattro anni consecutivi di rincari.

DIMINUZIONE – Tra la marea di rincari, anche qualche piccola riduzione d’imposta è stata varata dal Governo. Ad esempio la cedolare secca sugli affitti, che sostituisce la più cara Irpef e le addizionali, registra un gettito triplicato, ma in sostanza ha fatto risparmiare i contribuenti, mentre altre due imposte sono diminuite: l’Irap (-34,7%) e l’Ires (-26,8%).

IRPEF – L’Irpef, invece, è rincarata del 5,3% nel periodo 2006-2015. Sull’aumento di 12,5 miliardi registrato l’anno scorso pesano le diverse modalità di compensazione dei rimborsi da assistenza fiscale effettuati dai sostituti d’imposta, introdotte dal Dlgs 175/2014 (il decreto semplificazioni attuativo della delega fiscale), ma anche escludendo questo effetto l’incremento annuo è di 7,9 miliardi (+1,9%). Per l’Irpef occorre considerare che il bonus da 80 euro mensili, introdotto a metà 2014, ha influito sulle ritenute versate per 1,4 miliardi.

Dunque un quadro in chiaro per il fisco e in scuro per il contribuente, soprattutto quello a reddito fisso e il piccolo e medio risparmiatore. Quelle categorie che al premier Renzi – insieme agli statali e ai pensionati – proprio restano sullo stomaco e che il Governo continua a penalizzare in ogni modo possibile. E le elezioni purtroppo sono lontane: grazie a re Giorgio Napolitano l’Italia continua ad essere una repubblica a democrazia limitata.

Tag:, , ,

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.