Passaggi certi e semplificati

Aliquota Iva: la Commissione Ue prepara la rivoluzione dal 2018. Per combattere l’evasione

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – La Commissione europea ha predisposto un piano per cambiare il sistema dell’imposta sul valore aggiunto, la più diffusa fra le tasse indirette, ampiamente evasa quasi ovunque. Ogni anno, stimano a Bruxelles, i ventotto Stati dell’Unione incassano 170 miliardi di Iva in meno rispetto al potenziale, un terzo dei quali si brucia con le frodi transfrontaliere. Il progetto Iva, preparato dai servizi del commissario Pier Moscovici, sarà sottoposto al voto della Commissione fra una settimana.

Nel nuovo sistema anche le cessioni da un Paese all’altro saranno oggetto di Iva, in modo che il percorso fiscale sia sempre tracciabile. L’intenzione della Commissione è quella di mantenere una aliquota minima per ogni Paese al 15%. Il resto delle regole – che sovrintendono un gettito che vale quasi un trilioni di euro, cioè il 7% del Pil comunitario – saranno semplificate. Viene risolto il nodo delle aliquote differenti per i prodotti simili, ad esempio i libri di carta e quelli digitali perché «non riflettono le realtà d’oggi». Qui entra in gioco l’imposta ridotta, che non deve andare sotto il 5%.

Il pacchetto della Commissione punta anche a semplificare gli adempimenti che rappresentano un costo competitivo rilevante. Per questo gli eurocrati prevedono la possibilità, per tutti i commerciati transfrontalieri, di trattare i loro dossier Iva attraverso un portale Internet costruito dal loro sistema fiscale. Lo stesso portale permetterà di raccogliere l’Iva nel Paese dove avviene la vendita e trasferirla laddove le merci sono consumate, consentendo proprio la tracciabilità dei passaggi, che costituisce obiettivamente un freno all’evasione. I testi legislativi saranno discussi nel giro di un anno, tanto che la Commissione spera che, a partire da fine 2018, il regime Iva venga rivoluzionato.

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Camillo Cipriani

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