In scena fino al 26 marzo

Opera di Firenze: diverte il pubblico «L’Italiana in Algeri» di Rossini

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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L’italiana-di-Algeri-all’opera-di-Firenze--620x330FIRENZE – All’Opera di Firenze ha debuttato «L’italiana in Algeri», la più popolare delle opere comiche di Gioacchino Rossini dopo «Il Barbiere di Siviglia». L’allestimento è quello carnascialesco-balneare che si è visto nel 2010, coprodotto dal Maggio Musicale Fiorentino col Teatro Real di Madrid, l’Opéra National de Bordeaux e la Houston Grand Opera, ma nuovi rispetto ad allora sono il cast e il direttore sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, lo specialista Bruno Campanella, che ha dimostrato tutta la sua esperienza nel genere e tutta la sua familiarità con questo tipo di linguaggio musicale. Della partitura evidenzia molte finezze e dirige in modo rispettosissimo del canto, controllando parecchio il volume dell’orchestra per evitare di coprire le voci (si sa ormai quali siano i problemi posti dalla buca di grandi dimensioni e, almeno per il momento, completamente fuori rispetto al palco), incidente però che, a sentire i commenti di alcuni spettatori della galleria, si è comunque a tratti verificato, per chi non si trovava vicino al palco.

Molto applauditi i solisti e il coro. Apprezzamenti sono stati tributati soprattutto a Marianna Pizzolato (Isabella),  a Damiana Mizzi (ottima Elvira), a Omar Montanari (Taddeo), a Pietro Spagnoli (Mustafà); Boyd Owen, alle prese con l’ingrato ruolo di Lindoro (che, a voce fredda, si trova subito impegnato nella difficile cavatina «Languir per una bella»), è apparso un po’ alle corde al secondo atto, specie nella scena del caffè, ma s’è riscattato subito dopo con il vivace siparietto in stile varietà della spiegazione del ruolo di Pappataci al Bey Mustafà (lodevole, in genere, la sincronizzazione dei movimenti coreografici accennati dai cantanti, che davano dei punti ai ballerini del «Pescatori di perle» visti il mese scorso) e alla fine il pubblico ha applaudito anche lui.

Gli spettatori hanno trovato ancora molto divertente la regia di Joan Font, che si avvale dei coloratissimi costumi e delle scene stilizzate di Joan Guillén. D’altronde il libretto è così buffo e ricco di battute, giochi di parole e doppi sensi, che l’effetto è quasi sicuro.

Repliche mercoledì 16 marzo, martedì 22 marzo, mercoledì 23 marzo e sabato 26 marzo, ore 20; domenica 20 marzo, ore 15.30

Opera di Firenze (Piazza Vittorio Gui / Viale Fratelli Rosselli)

«L’Italiana in Algeri». Opera lirica in due atti. Musica di Gioachino Rossini. Libretto di Angelo Anelli. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino; Direttore Bruno Campanella; Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Regia: Joan Font. Scene e costumi: Joan Guillén. Luci: Albert Faura. Coreografia: Xevi Dorca

Isabella: Marianna Pizzolato / Victoria Yarovaya (16, 22)

Mustafà: Pietro Spagnoli / Marko Mimica (16, 20, 22)

Lindoro: Boyd Owen / Patrick Kabongo Mubenga (16, 22)

Taddeo: Omar Montanari / Biagio Pizzuti (16, 22)

Elvira: Damiana Mizzi

Zulma: Lamia Beuque

Haly: Sergio Vitale

Durata complessiva: 2 ore e 40 minuti

Biglietti da 10 a 80 euro. Orari biglietteria e vendita online sul sito dell’Opera di Firenze

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