Manifestazione davanti al ministero dell'Economia

Banche salvate: risparmiatori ricevuti dal Sottosegretario Zanetti, ma di rimborsi nemmeno l’ombra

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

Stampa Stampa
Banca Etruria, la protesta dei risparmiatori

Banca Etruria, la protesta dei risparmiatori

ROMA – Continuano le proteste dei risparmiatori truffati dalle quattro banche in risoluzione: Etruria, Carife, Carichieti e Banca Marche, che hanno manifestato davanti al Ministero dell’Economia. Il Governo è stato molto sollecito a intervenire per salvare i quattro istituti bancari e i loro dirigenti, ma non sembra altrettanto impegnato a rimborsare i tanti clienti che sono stati raggirati da personaggi senza scrupoli.

CONSUMATORI – «Troppo tempo è trascorso dal salvataggio… ma i risparmiatori stanno ancora aspettando! È possibile che in oltre 4 mesi non si è ancora giunti ad una soluzione? Si tratta di un tempo più che sufficiente per prendere adeguati provvedimenti tesi a restituire ai risparmiatori quanto dovuto» hanno scritto in un nota Adusbef e Federconsumatori. Insomma il governo nicchia ancora sul decreto per rimborsare coloro che senza essere messi a conoscenza dei rischi hanno sottoscritto obbligazioni rischiose.

ZANETTI – I manifestanti hanno bussato alla porta del ministero e sono stati alla fine ricevuti dal viceministro dell’Economia Enrico Zanetti con il quale «sono state riscontrate condivisioni e aperture per trovare adeguate soluzioni». Le aperture, hanno aggiunto i consumatori, sono arrivate «sul tetto superabile dei 100 milioni, su warrant per gli azionisti e rimborsi oltre le procedure arbitrali».

ASSICURAZIONI – Solo assicurazioni che non leniscono le perdite subìte dai truffati «che non accettano le elemosine arbitrali – assicurano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti -. Le proteste continueranno fino ai risarcimenti integrali». «Rimaniamo convinti – hanno aggiunto le associazioni dei consumatori – nel sostenere la necessità di un rimborso totale per i risparmiatori truffati, spesso indotti ad effettuare investimenti ed operazioni finanziarie ad alto rischio dietro inganni o ricatti (ad esempio per ottenere mutui o prestiti personali). Persino la soluzione individuata nell’arbitrato, a nostro avviso del tutto insufficiente e carente, è in attesa dei decreti attuativi, nei quali ci auguriamo si preveda un concreto rimborso, per i risparmiatori, definito attraverso un confronto con chi rappresenta le parti in causa».

MONTE PASCHI – Intanto, come preannunciato dall’AD Fabrizio Viola,  il Monte dei Paschi di Siena valuta l’ipotesi di pagare in azioni gli interessi dell’ultima tranche dei Monti bond. Il ministero dell’Economia potrebbe così accrescere la sua partecipazione nella banca attorno al 7% dall’attuale 4% per il possibile pagamento in azioni degli interessi residui sui Monti Bond, diventando quindi il primo azionista della banca toscana. Il regolamento dei Monti Bond, infatti, prevedeva che il pagamento avvenisse tramite cassa solo in caso di presenza di un utile distribuibile. La banca senese ha però registrato nel 2015 una perdita di 110 milioni di euro, anche se in seguito al beneficio economico della chiusura del derivato Alexandria con Nomura ha terminato l’anno con un utile di 390 milioni. Insomma lo Stato si avvia a rientrare in forze anche nel settore bancario dove era stato presente con le grandi banche di interesse nazionale: Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano e il Banco di Roma. E alla fine saranno sempre i contribuenti onesti a pagare, non certo gli amministratori che in molte banche hanno combinato disastri economici, scaricati come sempre sulla collettività.

Tag:, ,

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.