Nel processo stralcio per la vicenda della Scuola Marescialli dei carabinieri di Firenze

Denis Verdini condannato a 2 anni per corruzione (pena sospesa). Bufera sul governo Renzi che si regge sui suoi voti

di Redazione - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Denis Verdini con Matteo Renzi

Denis Verdini con Matteo Renzi

ROMA – Due anni di reclusione con pena sospesa.  E’ la decisione della VII Sezione penale del Tribunale di Roma, che ha condannato Denis Verdini per l’accusa di corruzione in relazione  all’assegnazione dell’appalto per la costruzione della Scuola dei Marescialli dei carabinieri che sta per essere completata a Firenze. L’inchiesta fiorentina era stata poi trasferita a Roma per competenza.

In difesa di Verdini erano intervenuti nella discussione gli avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi, sollecitando l’assoluzione del leader di Ala con la formula «perché il fatto non sussiste». Il tribunale ha accolto la richiesta del pm che aveva chiesto, appunto, la condanna a du anni di reclusione. Secondo i legali di Verdini la sentenza era praticamente già scritta. Infatti sostengono che nel corso delle indagini nessun elemento era stato raccolto per sostenere che il senatore fosse consapevolmente inserito in un processo criminoso che vedeva da un lato il suo amico di vecchia data Riccardo Fusi e dall’altro Fabio De Santis nella sua qualità di pubblico funzionario.

Ma naturalmente infuria la polemica politica. Soprattutto contro il governo di Renzi, che ha dimostrato di doversi reggere sui voti di Ala, cioè il gruppo che fa capo proprio al senatore Denis Verdini. Non a caso, Beppe Grillo su Facebook, scrive: «Da oggi Renzi governa con un pregiudicato. Riuscirà ad ammetterlo anche in inglese? Vergogna!». Ma anche la minoranza del Pd, per bocca di Federico Fornaro, attacca:   «Senza mai abdicare al principio garantista che si e’ condannati definitivamente solo dopo l’ultimo grado di giudizio, la sentenza di oggi, 17 marzo, contro il leader di Ala Verdini dimostra, però, che in questi mesi non abbiamo strumentalmente evocato fantasmi ma, invece, giustamente evidenziato i rischi connessi a questo asse preferenziale. Una maggiore prudenza nei rapporti politici con Verdini e il suo gruppo sarebbe stata certamente apprezzata dal nostro elettorato e dai nostri militanti».

«Nessun favoritismo, nessuno sconto. Se Verdini sarà condannato in via definitiva pagherà come tutti, com’è giusto. E nel caso si applicherà anche a lui la Severino», ha affermato il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini,
dopo le polemiche sulla condanna di Denis Verdini. «Noi – ha rivendicato l’esponente dem – stiamo dalla parte della
Costituzione, della legge, della giustizia. Con tutti. Al momento ci sono solo due leader condannati con sentenza passata in giudicato: Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Noi no».

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Commenti (1)

  • Pierluigi

    |

    Con la buona compagnia ci si può perder per la via…………………

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