C'è l'impegno a non ricorrere a espulsioni collettive

Bruxelles, accordo Ue – Turchia: i migranti illegali dal 20 marzo rispediti indietro. Mentre al Governo di Ankara andranno altri 3 miliardi di euro

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Fonti europee hanno confermato l’ok dei 28 alla bozza di dichiarazione congiunta Ue-Turchia. Avviata ora la discussione tra i leader europei ed il premier turco Ahmet Davutoglu per siglare ufficialmente l’accordo. Si prevede che a partire dal 20 marzo tutti i migranti arrivati illegalmente in Grecia saranno mandati indietro. La data d’inizio delle operazioni costituiva uno dei quattro nodi su cui si è più dibattuto. Tra i punti cruciali anche le preoccupazioni legali legate ai rimpatri, che nel documento si affrontano specificando che i rinvii saranno compiuti in linea con le leggi internazionali e Ue, e che non ci saranno espulsioni collettive.

La proposta prevede di rilanciare le relazioni Ue-Turchia, di fare il lavoro preparatorio per l’apertura di nuovi capitoli negoziali e di aprire il capitolo negoziale di adesione 33 (quello che riguarda il budget). Sulla partita dei soldi, si punta ad accelerare la spesa dei primi tre miliardi per i rifugiati, con la definizione congiunta tra Bruxelles e Ankara dei progetti da finanziare. Al termine della spesa dei primi tre miliardi, si dovrebbe passare allo stanziamento dei tre aggiuntivi chiesti da Ankara.

Ecco qui di seguito i punti fondamentali dell’accordo:

RIMPATRI E GARANZIE LEGALI – Tutti i nuovi migranti irregolari che arrivano dalla Turchia nelle isole greche dal 20 marzo saranno riportati nel Paese della Mezzaluna. E’ esclusa ogni forma di espulsione collettiva e saranno rispettati gli standard internazionali ed il principio di non respingimento. Ogni richiesta di asilo sarà trattata individualmente ed in cooperazione con l’Unhcr. Si tratta di una misura temporanea e straordinaria per porre fine alla sofferenza umana e ripristinare l’ordine pubblico.

MECCANISMO ‘SCAMBIO UNO PER UNO’ – Per ogni siriano che verrà riportato in Turchia dalle isole greche un altro siriano sarà reinsediato nella Ue seguendo i criteri di vulnerabilità dell’Onu. Per i reinsediamenti, si aggiunge, sarà data priorità ai siriani che non sono entrati o non hanno provato ad entrare nella Ue irregolarmente.

CAPITOLO SOLDI – La prima lista di progetti concreti per i rifugiati (che riguarderanno i settori di salute, educazione, infrastrutture e costi per la vita) sarà identificata da Ue e Turchia entro una settimana e una volta che i primi tre miliardi di euro saranno stati usati in pieno la Ue mobiliterà finanziamenti addizionali per altri tre miliardi di euro entro la fine del 2018.

PROCESSO ADESIONE UE – L’apertura di un nuovo capitolo negoziale per l’adesione della Turchia all’Ue dovrà avvenire durante la presidenza olandese, ovvero entro il 30 giugno. La Commissione Ue presenterà una proposta per l’apertura del capitolo 33 ad aprile E’ stato concordato anche che il lavoro preparatorio per l’apertura di nuovi capitoli continuerà ad un ritmo accelerato, senza pregiudizio per gli Stati membri.

LIBERALIZZAZIONE DEI VISTI – Per l’accelerazione della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, da compiere al più tardi entro la fine di giugno 2016, Ankara dovrà fare tutti i passi necessari entro fine aprile, e quindi soddisfare i 35 criteri mancanti, affinché “a Commissione Ue possa fare una proposta in base alla quale Parlamento europeo e Consiglio possano prendere la decisione finale.

ASSOCIAZIONI UMANITARIE – Quello fra la Ue e la Turchia è l’accordo della vergogna, un ulteriore passo verso l’abisso della disumanità, un colpo storico ai diritti umani. Da Amnesty a Medici senza Frontiere, da Oxfam a Fidh e Cir, le Ong che lottano per il rispetto dei diritti umani insorgono compatte.

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