Il processo sarà affidato a un altro gup del Tribunale

Pisa, Roberta Ragusa: sul nuovo processo al marito (chiuso nel silenzio), commenti di magistrati, avvocati, forze dell’ordine

di Redazione - - Cronaca

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 Roberta Ragusa

Roberta Ragusa

PISA – Si moltiplicano anche in città i commenti in merito alla sentenza della cassazione che ha deciso la riapertura del processo per l’omicidio di Roberta Ragusa. Soddisfazione è stata espressa anche dai carabinieri che hanno condotto le indagini perché questa è una vicenda in cui gli elementi raccolti e soprattutto quelli da chiarire sono troppi rispetto al totale silenzio dell’indagato. Siamo soddisfatti dell’accoglimento del ricorso – ha aggiunto il sostituto procuratore Antonio Giaconi che aveva chiesto il rinvio a giudizio – e ora dovremo aspettare le motivazioni, che saranno depositate probabilmente entro 30 giorni, per capire quali sono le linee guida che detteranno la nuova azione del gup. E’ presto per fare valutazioni ma riteniamo che i giudici abbiamo riscontrato un vizio di forma o di legittimità nel pronunciamento del gup, Giuseppe Laghezza, tale da giustificare l’annullamento di quella sentenza. Posizione condivisa dall’avvocato Enrico Maria Gallinaro, che rappresenta le cugine romane della donna scomparsa: «Le motivazioni della Suprema corte saranno la chiave per indicare al nuovo gup la strada da seguire».

Ora la posizione di Logli sarà valutata quasi certamente da una donna, Elsa Iadaresta, unico gup a Pisa che finora non ha mai avuto a che fare con l’indagine. «Potrebbe essere fissata una nuova udienza preliminare già entro l’estate – ha concluso Giaconi – ma non mi stupirei se invece ciò avvenisse dopo la pausa estiva. Noi riteniamo di avere sufficienti elementi a disposizione per processarlo davanti alla corte d’assise con una giuria popolare. Restiamo convinti della sua colpevolezza e vogliamo poterlo dimostrare nel corso di un dibattimento».

Poche parole invece dalla difesa di Logli: «Questa sentenza – ha spiegato il legale, Roberto Cavani – non cambia nulla rispetto alla nostra linea difensiva. Attendiamo di leggere le motivazioni della Cassazione per capire cosa abbia spinto i giudici a prendere questa decisione». La tesi è la stessa di sempre: Roberta se ne è andata volontariamente e gli indizi in mano alla procura sono deboli, a cominciare dal racconto di Loris Gozi, il presunto supertestimone, che per Cavani «è completamente inattendibile».

Nessun commento invece da parte dell’indagato, che per tutto il giorno non si è allontanato da casa e, per evitare di essere intercettato dai cronisti durante gli spostamenti all’interno del cortile e del giardino, si è mosso travisato. «State disturbando» le sole sue parole al telefono. L’unico a parlare della famiglia è stato il padre Valdemaro: «La giustizia farà il suo corso, noi non abbiamo altri commenti da fare ma non siamo preoccupati». E a chi gli ha chiesto che fine avesse fatto la nuora ha risposto: «Vorrei saperlo anch’io».

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