I medici si sono dovuti arrendere dopo una lunga lotta per salvarla

Firenze: è morta Sofia, la bambina di 18 mesi di Reggello che si era persa nel bosco con la nonna. La procura apre un’inchiesta

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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Il pronto soccorso all'ospedale pediatrico MeyerFIRENZE –  Sofia non ce l’ha fatta. E’ morta la bambina di 18 mesi, di Cascia di Reggello, ritrovata domenica mattina, intorno alle 7, in gravissime condizioni, dopo la notte passata nel bosco. Sofia era insieme alla nonna, Morena Ghinassi, di 63 anni: quest’ultima si era persa nella zona di Pian di Motrione, dopo essere uscita, sabato pomeriggio, per una passeggiata portando con sé la nipotina in carrozzina. La bambina, quando è stata raggiunta dai soccorritori, era in stato d’ipotermia. I sanitari dell’ospedalino Meyer hanno tentato l’impossibile per salvarla.

Per Sofia, nel primo pomeriggio, era stato avviato dai medici dell’ospedale Meyer l’accertamento di morte cerebrale, che si è concluso stasera. Lo si apprende dall’ospedale pediatrico Meyer dove la bambina era ricoverata. Non sarebbe invece in pericolo di vita la nonna, ricoverata a Careggi.

I genitori della piccola, sempre secondo quanto spiegato dall’ospedale Meyer, hanno dato il loro assenso a un’eventuale donazione di organi. La bambina, dopo il ritrovamento, era stata ricoverata in terapia intensiva, in condizioni disperate: la notte al freddo, in fondo a un canalone, dov’era finita insieme alla nonna, le aveva provocato un’ipotermia importante che aveva scatenato complicanze notevoli. Ieri, lunedì 21 marzo, era stata anche sottoposta a un delicato intervento chirurgico all’addome, ma i tentativi per salvarla sono risultati vani. Anche la nonna, dopo il ritrovamento, è stata ricoverata in ospedale, a Careggi, per un trauma cranico e ferite da caduta, oltre a un forte stato di choc che le avrebbe impedito di ricostruire con lucidità quanto era accaduto.

AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDI 23 marzo ore 11,00

La Procura della Repubblica di Firenze, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo
di indagine. Sarà sentita la nonna, Morena Ghinassi, 63 anni, per la ricostruzione dei
fatti, ed è stato disposto un esame autoptico sul corpo della piccola.

AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDI 23 marzo alle 12,00

«Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza ai genitori della piccola Sofia per la grande tragedia che li ha colpiti». L’assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi, fa giungere il suo messaggio di solidarietà ai genitori di Sofia, la bambina morta al Meyer, dopo che il personale sanitario ha fatto di tutto per combattere le conseguenze dell’ipotermia che l’aveva colpita dopo aver trascorso l’intera notte nel bosco con la nonna.

«Pur in questo enorme dolore – aggiunge l’assessore Saccardi – i genitori hanno scelto di donare gli organi della loro figlia, e li ringrazio per questo gesto di grande generosità.
Altrettanta generosità ha dimostrato il personale sanitario del Meyer, che con abnegazione e dedizione, per tre giorni, ha fatto il possibile e anche l’impossibile per strappare la piccola alla morte. A loro va il mio grazie e il mio grande apprezzamento che estendo allo staff del 118 e dell’elisoccorso Pegaso».

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