Una norma specifica per integrare il Jobs Act

Lavoro: i voucher saranno tracciabili per evitare abusi. Lo anticipa il ministro Giuliano Poletti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Il ministro Giuliano Poletti

Il ministro Giuliano Poletti

ROMA – I voucher per le prestazioni di lavoro accessorio – che hanno avuto un’esplosione in quest’ultimo anno, ma che presentano alcuni lati oscuri quanto alla loro utilizzazione – saranno resi pienamente tracciabili. Le imprese che li utilizzeranno dovranno comunicare preventivamente, in modalità telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore per il quale verranno utilizzati, insieme con l’indicazione precisa della data e del luogo in cui svolgerà la prestazione lavorativa e della sua durata.

Lo annuncia il ministro del welfare Giuliano Poletti in un videomessaggio postato su facebook: «Abbiamo deciso di stringere i bulloni intorno al sistema dei voucher per limitare o, se ce la facciamo, evitare in assoluto che si producano furbate».

Il ministro ha citato addetti e imprese che «prenotano i voucher ma li tengono in tasca e li usano solo se passa il controllo, come il biglietto dell’autobus se passa il controllore si timbre. Ora i voucher saranno tracciabili e saremo in grado di pescare – ha assicurato – quelli che pagano magari un’ora con il voucher e tutto il resto in nero. Questa e’ una cosa che non va bene e noi vogliamo combatterla. Noi siamo per aiutare le imprese a crescere ma non tolleriamo nessun comportamento che sfrutti il lavoro e che cerchi in qualche misura di eludere la legge. Per questo abbiamo preso questa decisione, controlleremo gli effetti, se quello che abbiamo fatto è sufficiente, bene, se i dati ci diranno che non siamo ancora a posto ci rimetteremo le mani perche’ noi vogliamo combattere la precarietà».

Dal monitoraggio finora svolto emergono dati interessanti. Tra gli altri il le prestazioni di lavoratori che nei mesi precedenti avevano già avuto un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, con lo stesso datore: un fenomeno che interessa il 7,9% dei lavoratori se si prendono a riferimento i tre mesi precedenti; che sale al 10% se si considera un periodo di sei mesi. Il dato mostra un’incidenza maggiore nei settori del turismo, dei servizi e del commercio. Altri dati significativi sono quelli relativi ai committenti che nel corso del 2015 hanno acquistato voucher per importi rilevanti. Sempre commercio, turismo e servizi sono i settori nei quali si concentra il maggior numero di committenti che hanno realizzato acquisti complessivi di voucher superiori a 100mila euro.

Il Governo ha quindi deciso d’intervenire per monitorare e limitare il fenomeno, e un provvedimento sarà presentato a uno dei prossimi Consigli dei ministri.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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