Fu l'interprete del calcio totale

Calcio: è morto Johan Cruijff, addio al profeta del gol. In lacrime una generazione di tifosi

di Paolo Padoin - - Sport

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BARCELLONA – Il mondo del calcio è in lutto. E’ morto, all’età di 68 anni, Johan Cruijff. Era nato il 25 aprile del 1947.  Il Profeta del Gol, come era chiamato negli anni d’oro della sua carriera, è considerato uno dei giocatori più forti che abbiano mai calcato i campi di gioco. E’ stato calciatore, allenatore, dirigente sportivo, icona per una generazione di calciatori e tifosi. Fu l’interprete del calcio totale con cui l’Ajax e la Nazionale olandese rivoluzionarono la storia del calcio tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima degli anni settanta.Se il giornalista Sandro Ciotti lo battezzò il profeta del gol, Gianni Brera usò per lui il nome di Pelé bianco.

Vogliamo dirlo? Una generazione di tifosi è in lacrime. Tutti quelli che avevano 15-20 anni negli anni ’70. Non ci vergogniamo di essere fra quelli. Johan ha vinto tre palloni d’oro: nel 1971, nel 1973 e nel 1974. Tre coppe dei campioni (1971, 1972, 1973), una coppa Intercontinentale (1972), decine di titoli e coppe nazionali con le maglie di Ajax e Barcellona. Ha segnato 402 gol in 716 partite ufficiali. E’ uno dei sei allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni sia da giocatore che da allenatore.Entrò all’Ajax all’età di 12 anni, dopo la morte del padre, e da quel momento legò la sua vita calcistica a quella della squadra della sua città e più tardi, al Barcellona. A 14 vinse il primo campionato, a 16 firmò il primo cartellino. Il 1969 fu l’anno della prima finale in Coppa dei Campioni contro il Milan di Nereo Rocco, persa per 4-1. Nel 1971 la società olandese ottiene la prima vittoria della sua storia in Coppa dei Campioni, battendo in finale per 2-0 il Panathinaïkos allenato da Ferenc Puskás. E Cruijff conquistò il suo primo pallone d’oro.

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Nel 1973 venne ceduto al Barcellona per la cifra di tre milioni di fiorini olandesi, poco più di un miliardo di lire dell’epoca, firmando un contratto da un miliardo e trecento milioni di lire: lo stesso anno i colossi assicurativi dei Lloyd’s di Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo. Con la Nazionale fu il mondiale del 1974 quello che lo consacrò al mondo in una epica finale vinta però dalla Germania di Beckenbauer. Da allenatore ricostruì il Barcellona dalle ceneri arrivando alla prima Coppa dei Campioni, battendo per 1-0 la Sampdoria di Gianluca Vialli e Roberto Mancini allo Stadio Wembley. Dopo la finale mondiale del 1974 Cruijff fu investito del titolo di Cavaliere della Casa d’Orange e divenne membro onorario della Reale Federazione Calcistica dei Paesi Bassi.

crujiffNel 2004, è stato eletto come sesto olandese più grande della storia. In occasione del suo sessantesimo compleanno, l’Ajax ha ritirato la sua maglia, la numero 14. La carriera da allenatore di Cruijff si interruppe presto, a neppure 50 anni, a causa dei suoi problemi di salute. Già nel 1991 aveva dovuto subire un’operazione a cuore aperto, in seguito a un infarto, finché le condizioni del suo cuore gli imposero il ritiro, per evitare eccessivi stress. Le prime notizie sulla sua malattia si diffusero nell’autunno scorso. A febbraio scrisse: «Ho la sensazione di essere in vantaggio di due gol nella prima parte di una gara che non è ancora terminata, però sono certo che la vincerò».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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