Il fatto era stato denunciato alla stampa anche da Leonardo Pieraccioni

Firenze Parcheggi: presidente e dipendente assolti dal reato di estorsione

di Redazione - - Cronaca

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FIRENZE – Assolti, perché il fatto non sussiste, dall’accusa di tentata estorsione ed estorsione. Questa la decisione del gup Mario Profeta davanti al quale si è svolto oggi il processo, in rito abbreviato, che vedeva imputati il presidente della Firenze Parcheggi Carlo Bevilacqua, e Maurizio Mugnai, dipendente della società. Il pm di Firenze Luigi Bocciolini aveva chiesto il processo dopo le controverse sollevate da alcuni clienti della Firenze Parcheggi che, perso il biglietto di ingresso, si erano visti costretti a pagare fino all’importo previsto per tre giorni (237 euro). Senza il saldo della sanzione, dice il regolamento, la società può esercitare il ‘diritto di ritenzione della vettura’ fino al pagamento.

Contro quello che anche per il pm Luigi Bocciolini poteva rappresentare un esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, fino a una vera e propria estorsione, si erano rivolti alla procura alcuni automobilisti. A sollevare il caso, tra i primi, era stato l’attore Leonardo Pieraccioni con un post su facebook nel gennaio 2014. L’attore e regista fiorentino, che aveva perso il biglietto d’ingresso, era stato costretto a pagare 150 euro. Fin dall’inizio, dalle prime polemiche finite sui quotidiani, e prima ancora delle denunce di altri clienti, il difensore di Bevilacqua, l’avvocato Mario Taddeucci Sassoli, e quello di Mugnai, l’avvocato Filippo Bellagamba, avevano spiegato che la Firenze Parcheggi era stata costretta dai primi giorni del 2014 a maggiorare la penalizzazione per cercare di contrastare i tanti che arrivavano fingendo di aver perso il biglietto.

Oggi la decisione del gup, davanti al quale si erano costituiti parte civile tre clienti, ma non Pieraccioni, che secondo l’avvocato Taddeucci Sassolini, finalmente restituisce dignità mio cliente e dando una risposta giusta a accuse infamanti.

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