Intanto Alfano annuncia un piano nazionale antiradicalizzazione

Terrorismo ue: i ministri dell’Interno e della giustizia dei 28, molte parole e buone intenzioni ma zero decisioni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Solidarietà, tante parole e buone intenzioni, ma sullo scambio di informazioni di intelligence per la lotta al terrorismo a 28, le proposte non saranno sul tavolo prima di giugno. A due giorni dalla carneficina di Bruxelles, col duplice attacco alla metropolitana nella stazione di Maalbeek e all’aeroporto di Bruxelles-Zaventem, i guardasigilli ed i ministri dell’Interno europei si sono dati appuntamento per tentare di ingranare la marcia superiore sullo scambio di informazioni di intelligence, accelerare sull’attuazione delle misure già varate, e spingere sulla direttiva per arrivare al Pnr europeo, il database dei passeggeri dei voli, di nuovo fermo al Parlamento europeo.

ALFANO – «Il terrorismo è veloce e l’Europa spesso è lenta – sintetizza il ministro dell’Interno Angelino Alfano – il limite dell’Ue non è quello di non saper decidere, ma quello di non realizzare ciò che si è deciso di fare». Per oliare la macchina dello scambio di informazioni, il capo del Viminale vorrebbe esportare in Europa il modello già sperimentato del Comitato nazionale antiterrorismo. E’ dall’epoca della presidenza italiana che Roma spinge in questa direzione, ma la strada per intensificare la collaborazione è ancora tutta da stabilire.

Nella dichiarazione finale si legge: «il coordinatore anti-terrorismo, la presidenza, la Commissione, le agenzie rilevanti e gli esperti uniranno le loro forze per presentare proposte concrete entro giugno 2016».

“Questi attacchi sono uno shock ma non una sorpresa. Ogni volta ripetiamo impegni e parole, che non servono a niente se non vengono realizzati. I cittadini sono stanchi e impauriti – avverte il commissario europeo Dimitris Avramopoulos – Non sono venuto qui solo per parlare, qualcosa deve cambiare. Ora tutti devono prendersi la propria responsabilità e dare una risposta immediata alle numerose falle, che il politico greco elenca una ad una, a partire dalla scarsa interoperabilità delle banche dati. Manca la fiducia tra i Paesi, altrimenti le cose potrebbero essere previste ed evitate. I terroristi che hanno attaccato a Bruxelles, erano noti ai servizi di intelligence, se avessimo condiviso le informazioni, avremmo potuto prevenire. E così per quelli che hanno attaccato a Parigi».

Intanto, langue la procedura di approvazione della direttiva PNR: nonostante sul testo Commissione Parlamento e Consiglio Ue si siano trovati d’accordo a dicembre, la direttiva non è ancora stata votata all’Europarlamento. La Francia fa pressione sul Parlamento europeo perché approvi quest’importante atto che  riguarda il Passanger Name Record, il sistema di scambio di informazioni tra gli Stati sui passeggeri delle compagnie aeree. «Questo testo non può restare bloccato»  insiste il francese Bernard Cazeneuve.  Alla riunione si è fissato l’obiettivo per aprile. Forse una scadenza ambiziosa, viste le resistenze che il provvedimento incontra tuttora nell’assemblea di Strasburgo.

Insomma la montagna non ha partorito nemmeno un topolino. E l’inazione dell’imbelle Europa favorisce e potenzia i piani del terrorismo.

ITALIA – Il Ministro Alfano ha però annunciato che almeno l’Italia unilateralmente ha deciso azioni concrete. E ha annunciato un piano nazionale anti-radicalizzazione, «per evitare che venga piantato un seme che poi in Italia dia, negli anni a venire, un frutto avvelenato». L’obiettivo ed evitare la creazione di ghetti, di zone franche, di ‘Belgistan’ in territorio italiano, che possano rappresentare un serbatoio di fiancheggiatori e combattenti richiamati dalla massiccia propaganda dell’Isis, di al Qaeda e di altre formazioni jihadiste. Nella strategia verranno coinvolti i prefetti – soprattutto quelli delle province a più alto tasso di immigrati di religione islamica – che dovranno sviluppare iniziative per migliorare l’inserimento sociale e l’integrazione. Sul fronte preventivo, proseguirà poi la politica delle espulsioni per i soggetti più pericolosi, che hanno mostrato adesione all’islamismo radicale: dal 2015 sono 74 le persone allontanate, tra loro 5 imam.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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