Le aziende non intendono sopportare spese aggiuntive

Canone Rai in bolletta Enel: pagheremo anche il costo della riscossione. In rete il modulo per l’esenzione

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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ROMA – Stranamente da un po’ di tempo era calato il silenzio sull’odiosa operazione del pagamento del canone Rai in bolletta. Il problema era stato superato dalle moltissime proteste, registrate anche da FirenzePost, per gli aumenti della bolletta elettrica che sono quasi raddoppiati. Ma ci sono anche, a quanto sembra, clamorose novità per il complesso problema del pagamento del canone Rai nella bolletta della luce. Una nuova modalità che fa infuriare i cittadini, complica la vita alle società elettriche, che non gradiscono il regalo, e piace solo a Renzi, che l’ha tirata fuori dal cilindro come novità epocale per combattere l’evasione del balzello più odiato dagli italiani.

CONTRIBUENTI – Secondo le ultime indiscrezioni che filtrano dai palazzi del potere i contribuenti alla fine ci rimetteranno due volte. La prima perché pagheranno il canone, la seconda perché saranno costretti a sopportare sostanzialmente di tasca propria i costi. Le cifre relative saranno versate sotto forma di contributo alle società elettriche per i costi che sosterranno nel riscuotere gli importi e poi versarli allo Stato, costi che ricadranno quindi sulla collettività intera. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa è successo nelle ultime ore.

Il Governo Renzi si è letteralmente incartato con le proprie mani in questa vicenda, che è diventata più una questione di puntiglio, di principio che di sostanza. La lotta all’evasione all’abbonamento TV ora rischia di creare più danni che vantaggi. Stabilito come avverrà la riscossione del canone Rai (bolletta della luce legata all’abitazione principale), il problema era quello di risarcire le società elettriche dell’attività che dovranno sostenere per il recupero delle somme e per il successivo versamento allo Stato: un’attività che richiede l’impiego di risorse e di personale per coordinare le informazioni provenienti dal fisco e quelle, invece, dai contribuenti.

PANTALONE – A chi tocca pagare? Non certo alle compagnie elettriche che hanno già messo le mani avanti: non sono disposte a ridurre i propri guadagni per un compito che non hanno mai chiesto. Neppure lo Stato è intenzionato a cedere, versando una parte del canone alle compagnie della luce. Quindi alla fine pagherà, come sempre, Pantalone. La bozza del decreto di attuazione alle norme della legge di Stabilità dedicate, appunto, al canone Rai prevede che alle imprese elettriche verrà corrisposto un contributo forfettario per coprire i costi della riscossione del canone Rai, pari a 14 milioni per il 2016 e altrettanti per il 2017.

AGENZIA ENTRATE – Intanto a breve sarà disponibile in rete il modello con cui si può certificare di non essere in possesso di un apparecchio televisivo in vista dell’arrivo del canone Rai nella bolletta elettrica. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva che se non veritiera comporta delle sanzioni anche penali. Tramite il nuovo modello disponibile online, i cittadini che risultano titolari di un’utenza di fornitura di energia elettrica possono certificare che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv. Il modello può essere presentato anche per segnalare che il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad un altro componente della stessa famiglia anagrafica, del quale deve essere indicato il codice fiscale. Il modello di dichiarazione sostitutiva va presentato direttamente dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web, che sarà resa disponibile a partire dal prossimo 4 aprile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia, oppure tramite gli intermediari abilitati. Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un documento di riconoscimento, tramite le poste in plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

GOVERNO – Il governo varando quest’operazione ha evidentemente messo il carro davanti ai buoi (ma è un’abitudine), non preoccupandosi neppure di chiedere alle società interessate se l’operazione era economicamente sostenibile. Ora vedremo quale sarà lo slogan che Renzi inventerà per rimediare a quest’ulteriore sopruso: per l’abbonamento TV si era inventato: “pagare il canone è ora facile come accendere la luce”. ma, con tutta la buona volontà resta un’operazione indigesta a tutti gli italiani, che se ne ricorderanno quando, prima o poi, sarà loro concesso di votare, se si rientreà in un clima di regime democratico.

 

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Camillo Cipriani

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