Schiaffo della magistratura contabile al presidente dell'Inps

Pensioni, la Corte dei conti certifica: il sistema è in equilibrio. Smontate le velleità di Boeri

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il sistema pensionistico «è in equilibrio a patto che l’Italia torni da subito, anche se gradualmente, su un sentiero di crescita moderata». È il monito della Corte dei Conti nel rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica, un monito che avrà fatto sobbalzare sulla sua comoda poltrona il presidente dell’Inps Tito Boeri, da sempre fautore di un taglio alle pensioni alte per sanare gli squilibri sociali e generazionali. «Il ciclo ventennale di riforme – afferma la magistratura contabile – avviato fin dagli anni ’90, è riuscito a dare una risposta anticipata agli effetti del progressivo invecchiamento della popolazione sulla sostenibilità finanziaria della spesa previdenziale.Le previsioni a lungo termine – aggiunge la Corte dei Conti – segnalano un andamento della spesa pensionistica, come pure di quella per prestazioni sociali nel loro complesso, ‘rassicurante’ (circa due punti in meno l’incidenza sul Pil) e comunque tale da distinguere l’Italia rispetto alla gran parte degli altri Paesi europei». Dunque in quest’ambito siamo tra i Paesi più virtuosi, ed è un caso raro.

L’autorevole dichiarazione dei magistrati contabili conferma quanto era emerso dal Terzo Rapporto su Il Bilancio del sistema previdenziale italiano, redatto a cura del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali e presentato recentemente alla Camera: il sistema che governa le pensioni ‘pure’ è sano e in sostanziale equilibrio (i contributi sociali versati da lavoratori e datori di lavoro coprono la spesa per prestazioni); il versante delle prestazioni assistenziali no. L’insieme degli interventi assistenziali nel 2014 ha infatti riguardato 3.964.183 di soggetti per le prestazioni assistenziali pure (pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali, pensioni di guerra) e 4.467.266 per le integrazioni al minimo e le maggiorazioni sociali, per un totale di oltre 8,4 milioni di beneficiari (il 51,85% dei pensionati). Su tutte queste prestazioni gli interessati hanno ovviamente o non pagato nessun contributo o versato in misura minima. Dunque questi dati dimostrano chiaramente che il fronte di spesa che deve essere messo sotto controllo e razionalizzato è quello dell’assistenza, non quello della previdenza.

Il Vice Ministro dell’Economia, On. Enrico Zanetti, intervenendo alla presentazione del Rapporto ha confermato: il sistema ha due gambe: pensioni e assistenza. La prima è stata normalizzata, la seconda non ancora, ma occorre provvedere alla svelta senza intaccare, per questo, i diritti dei pensionati.

Sarebbe questo uno dei compiti fondamentali del Presidente dell’Inps, Tito Boeri, chiedere alla politica di eliminare la confusione fra previdenza e assistenza che complica il nostro sistema. Nello stato attuale, con la commistione esistente fra i due regimi, al confronto con gli altri Paesi europei l’Italia primeggia nella spesa per pensioni facendo irritare i partner europei mentre si posiziona agli ultimi posti delle classifiche Ocse e Eurostat per gli interventi a sostegno della famiglia, del reddito, dell’esclusione sociale e della casa. Proprio su questo sarebbe urgente un intervento, ma sembra che nessuno abbia intenzione di impegnarsi in questa difficile impresa, tanto meno il bocconiano prof Boeri, che preferisce seguire la strada più comoda del taglio delle pensioni.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    I conti pensionistici sono in equilibrio?
    Solo perchè ci sono le ritenute alla fonte sulle buste paga!
    Gli altri fanno mancare circa 70 miliardi annui di evasione contributiva!
    Ormai è da sempre che è così!

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