Siamo in stato di allerta 2, dopo c'è solo il 3, che significa attacco in corso

Terrorismo: Italia in allarme per imminenti attacchi. La circolare del Capo della polizia. Posti di blocco e controlli

di Paolo Padoin - - Cronaca

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ROMA – Dopo Bruxelles l’Italia si trova in una fase di «pre-allarme per probabili o imminenti atti terroristici. Vanno prese dunque tutte le misure possibili per prevenirli, rafforzando controlli anche in prossimità di caselli, barriere e snodi stradali maggiormente congestionati, oltre che nei luoghi di culto, porti, aeroporti, terminal bus, stazioni ferroviarie e metropolitane».

Questo il messaggio contenuto in una nuova circolare inviata a prefetti e questori dal capo della polizia, Alessandro Pansa, a seguito degli attentati nella capitale belga. E occorre anche prepararsi a fronteggiare eventuali emergenze dispiegando la macchina dei soccorsi.

Siamo in stato di allerta 2, dopo c’è solo il 3, che significa attacco in corso. E dunque, il sistema di sicurezza e di soccorso deve essere «pre-allertato – segnala la circolare – per l’imminente o probabile attivazione delle misure dei piani provinciali antiterrorismo. Va quindi predisposto ogni intervento di ordine e sicurezza pubblica, nonché di soccorso tecnico e sanitario, per gestire efficacemente eventuali emergenze».

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Protagonisti del piano sono gli ‘specialisti’ antiterrorismo in divisa: le Unità operative di primo intervento (Uopi) della polizia di Stato e le aliquote di primo intervento (Api) e le Squadre operative di soccorso (Sos) dei Carabinieri. Si tratta di personale scelto che ha superato un corso di addestramento ad hoc e che è dotato di mezzi ed armamenti particolari. Queste squadre (4-5 uomini ognuna), diffuse in quasi tutte le province, hanno il compito di intervenire nel caso di sequestro di ostaggi ed altre operazioni ad alto rischio.

Da Parigi a Bruxelles, nel mirino del terrorismo jihadista sono finiti posti affollati, in coerenza con l’obiettivo di fare più vittime possibili per ottenere la massima risonanza mediatica. Il capo della polizia raccomanda quindi l’incremento delle attività di monitoraggio dei luoghi di maggiore afflusso di gente, dai luoghi di culto agli aeroporti, dalle stazioni alle metropolitane. E gli agenti sono allertati affinché dedichino la massima attenzione nell’osservare ogni comportamento anomalo e/o sospetto delle persone che frequentano questi luoghi.

Va inoltre rafforzato il controllo del territorio,« prevedendo anche l’effettuazione di mirati e frequenti posti di blocco. Infine, in coincidenza con l’avvio dei ponti di primavera, occhio a strade ed autostrade, tramite l’intensificazione dei controlli soprattutto in prossimità di caselli, barriere e snodi stradali maggiormente congestionati».

I fatti di Bruxelles hanno fatto dunque scattare un ulteriore allarme nel nostro sistema di sicurezza. Dopo le dichiarazioni del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, riportate dal messaggero di ieri 24 marzo: «Terrorismo, anche a Roma la minaccia è incombente», adesso la circolare del Capo della polizia che chiede a tutte le strutture centrali e periferiche la massima attenzione e la massima vigilanza. Anche l’Italia, e Roma in particolare, potrebbero essere nel mirino dei terroristi, ma non è certo una novità. Anche se Renzi e Alfano, per tranquillizzare l’opinione pubblica, hanno più volte affermato che non esistono segnalazioni di uno specifico attacco. Per fortuna le nostre Forze dell’ordine sono vigili e attente.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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