Con manifesti e palloncini

Banca Etruria: a Pontassieve, casa Renzi, manifestazione rumorosa delle vittime del salvabanche

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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Un momento del Presidio contro il Decreto Salvabanche nel paese di residenza del premier Matteo Renzi a Pontassieve, 26 marzo 2016 ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Un momento del Presidio contro il Decreto Salvabanche nel paese di residenza del premier Matteo Renzi a Pontassieve, 26 marzo 2016

PONTASSIEVE  – Le «vittime del decreto salvabanche» hanno manifestato stamane a Pontassieve,  dove risiede il premier Matteo Renzi. La protesta, a cui hanno partecipato circa una cinquantina di persone e che si è aperta con un ricordo delle vittime del terrorismo e delle guerre e con l’intonazione dell’Inno di Mameli, si è svolta in una piazza lontana dalla residenza del presidente del Consiglio.

Il Comitato ha cercato di farsi sentire con fischietti, trombe, coperchi di pentole, una sorta di piccola caceroladas. «Se non volete più questo rumore ciò che è nostro ci dovete ridare» è lo striscione che ha aperto il corteo a cui è stato consentito di fare il giro della piazza. ‘Al vostro silenzio il nostro rumore’, ‘I nostri soldi, ladri’, ‘Con l’arbitrato processate gli onesti’, c’era scritto su alcuni cartelli.  «Siamo esasperati – ha raccontato Domenico Salvadori – sono passati mesi e continuiamo a non vedere una soluzione al nostro dramma. Adesso, sembra che Bruxelles si metta in mezzo e noi dobbiamo ascoltare questo pinocchio di Renzi che dice che risolverà la situazione. Qualcuno di noi farà una sciocchezza prima o poi. Io per primo, e sono pronto ad andare in galera».

Un momento del Presidio contro il Decreto Salvabanche nel paese di residenza del premier Matteo Renzi a Pontassieve, 26 marzo 2016 ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Un altro momento del Presidio contro il Decreto Salvabanche nel paese di residenza del premier Matteo Renzi a Pontassieve, 26 marzo 2016

Il Comitato che oggi ha manifestato è composto interamente di ex obbligazionisti di Banca Etruria. Obiettivo delle proteste essenzialmente il governo, in particolare il premier e il ministro Boschi, ma anche gli ex vertici di Banca Etruria. «Lo dovete mandare via questo disonesto», hanno urlato al megafono rivolgendosi ai concittadini di Renzi. «Speravamo che questi giovani fossero meglio – osserva una ex obbligazionista che ha perso tutti i risparmi e l’eredità dei genitori – ma invece vediamo che si occupano solo degli affari di famiglia. Alla fine, erano meglio quelli di prima». Al termine della protesta, i manifestanti hanno lasciato andare in cielo un filo a cui erano legati tanti palloncini colorati indirizzandolo idealmente a Renzi.

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