Il senatore del Vermont non si arrende

Primarie usa: Sanders vince anche i caucus democratici delle Hawaii, ma ancora resta lontano dalla nomination

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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A Bernie Sanders supporter holds up a sign during a Democratic caucus Saturday, March 26, 2016, at Seattle's Town Hall. Democrats caucused statewide in support of either Hillary Clinton or Sanders. (ANSA/AP Photo/Elaine Thompson) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistributed without permission.]

Dopo essersi aggiudicato i caucus negli Stati di Washington e Alaska, Bernie Sanders vince anche alle Hawaii, dando una potente spinta psicologica ai suoi sostenitori, ma compiendo un piccolo passo verso la nomination democratica per la corsa alla Casa Bianca. In un’intervista all’Ap, il senatore del Vermont ritiene la sua performance nelle assemblee popolari dei tre Stati come una rimonta occidentale, aggiungendo voler ridurre le distanze dalla frontrunner Hillary Clinton negli Stati del nordest, incluso quello di New York.

Una cavalcata e fino alla fine. Questo vuole Sanders, che non intende ancora concedere la vittoria alla frontrunner Hillary Clinton nonostante lo scarto nella conta dei delegati. Così punta ad una battaglia all’ultimo voto fino a sfidare la rivale proprio nello Stato tra quelli a lei più favorevoli, New York, di cui è stata senatore e che vota per le primarie democratiche il prossimo 19 aprile. C’è una strategia precisa in questa direzione, scrive il Washington Post citando indiscrezioni della campagna di Sanders secondo cui il piano è di andare all’attacco con un ‘tour’ serratissimo e uno schema simile a quello applicato con successo in Michigan, dove nelle scorse settimane il senatore liberal ha messo a segno un sorpasso inaspettato.

E la vittoria conseguita ad ovest, dove si è aggiudicato con largo margine i caucus nello Stato di Washington e in Alaska – una delle giornate migliori per il senatore del Vermont – non può che rafforzare questo piano, insieme con la convinzione che anche in Wisconsin, dove si vota il 5 aprile, Sanders abbia una chance. Un possibile showdown a New York può rivelarsi anche un test per il patito democratico, una verifica su quanto e coma possa ricomporsi e tenere insieme le sue anime per lo sprint finale dell’autunno verso l’election day che apre le porte della Casa Bianca.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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