La spesa complessiva annua nel 2015 è stata di 196,8 miliardi

Pensioni settore privato: diminuiscono quelle di anzianità, crescono quelle assistenziali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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Sportello Inps

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ROMA – In 13 anni, dal 2003 al 2015, le pensioni di vecchiaia liquidate ogni anno si sono quasi dimezzate, passando dalle 494 mila circa del 2003 alle 286 mila dell’anno scorso. Sono i dati diffusi dall’Inps sulle pensioni nel settore privato (dal rapporto sono escluse quelle dei dipendenti pubblici ed ex Enpals).

PRESTAZIONI – Le nuove prestazioni assistenziali (quelle non sorrette dai contributi ma erogate a invalidi e a persone a bassissimo reddito) messe in pagamento ogni anno sono invece aumentate: dalle 465 mila del 2003 alle 571 mila del 2015. Insomma, mentre il flusso delle nuove pensioni originate da contributi (vecchiaia, anzianità, reversibilità) ha subito una stretta, gli assegni assistenziali continuano a correre, anche per l’invecchiamento della popolazione che comporta maggiori disabilità. Nel 2015, infatti, su 1,1 milioni di pensioni liquidate, oltre la metà (51%) sono prestazioni per l’assistenza.

ASSEGNI – Ogni mese vengono pagate dall’Inps più di 18 milioni di pensioni private (18.136.850), ma quelle di natura previdenziale, cioè che hanno dietro il versamento di contributi, sono 3,8 4 milioni di meno (14.299.048). Si tratta di prestazioni assistenziali, come le pensioni agli invalidi civili, le indennità di accompagnamento, e gli assegni sociali.

SPESA – La spesa complessiva annua per tutte le pensioni private Inps è stata nel 2015 di 196,8 miliardi, di cui 176,7 per le prestazioni previdenziali e il resto, 20,1 miliardi, per quelle assistenziali. Su 14,3 milioni di pensioni previdenziali 4,2 sono pensioni d’anzianità o anticipate , cioè liquidate prima del raggiungimento dei requisiti per la vecchia, 272 mila sono veri e propri prepensionamenti, 4,9 milioni pensioni di vecchiaia, circa 3,8 di reversibilità e un milione di invalidità previdenziale.

ASSISTENZA – Su 3,8 milioni di prestazioni assistenziali, la parte del leone spetta a quelle agli invalidi civili: 1,7 milioni di assegni di accompagnamento e 490 mila pensioni, alle quali si sommano le pensioni per ciechi e sordomuti. Assegni e pensioni sociali sono 857 mila.

TERRITORIO – La distribuzione territoriale mostra che mentre le prestazioni previdenziali si concentrano nel Nord (190 pensioni di vecchia ogni mille residenti contro le 102 nel Sud) per quelle assistenziali è il contrario. Di assegni sociali ce ne sono 7,8 ogni mille residenti al Nord e tre volte tanto al Sud: 22,6. Le sole prestazioni agli invalidi civili sono 37,2 ogni mille residenti al Nord, salgono a 50,8 al Centro e a 64,1 al Sud.

La regione col minor numero di pensioni previdenziali è la Sicilia (177 per mille residenti), seguita da Lazio (184) e Campania (187). Quelle che ne hanno di più sono l’Emilia Romagna (266) e la Lombardia (265).

Per le prestazioni assistenziali, invece, la classifica si inverte. In testa ci sono Calabria (101 per mille) seguite da Campania e Sicilia (97). In fondo troviamo Emilia Romagna (42), Piemonte (44), Veneto e Friuli (45) e Lombardia (46), tassi cioè dimezzati rispetto alle regioni meridionali.

Sono dati che dovrebbero far riflettere il Presidente Tito Boeri innanzitutto, responsabile attuale di questa situazione in progressivo degrado, e poi anche il Governo, in particolare Renzi e i suoi ministri Padoan e Poletti. Il bocconiano presidente, sordo all’allarme derivante dai dati citati, vorrebbe addirittura moltiplicare le pensioni assegnate a chi non ha pagato contributi o non li ha pagati in misura equa, togliendo a chi ha versato pesanti contributi (e tasse) per oltre 40 anni. Non sembra questo il modo migliore per riequilibrare l’equità sociale, come pretende di fare Boeri, che dovrebbe invece occuparsi dell’andamento e del bilancio del suo Istituto. Cerchi piuttosto il Governo di dare un taglio concreto e pesante all’evasione fiscale, agli sprechi della politica, alla corruzione: da lì possono derivare fondi necessari a sostenere tutti i riequilibri sognati da Boeri e compagni che invece, incapaci di agire su questo fronte, cercano la scorciatoia (dichiarata più volte incostituzionale) di frugare in tasca ai soliti noti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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