E c'è chi ha deciso di rivolgersi alla magistratura

Acqua, ecco la nuova bolletta: in Toscana è una giungla. Fra tariffe, conguagli e letture presunte arriva la botta: 114 euro!

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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untitledFIRENZE – Uno dei settori maggiormente beneficiati dalle decisioni del Governo Renzi e istituzioni a questo collegate è senza dubbio quello dei gestori di servizi pubblici, in particolare di quelli che operano nell’ambito di settori legati alle autonomie locali e alle loro clientele.

La prova viene dalla recente riorganizzazione del sistema di pagamento dell’acqua, un bene essenziale che dovrebbe essere distribuito a prezzi ragionevoli. FirenzePost ha già dedicato un cliccatissimo articolo agli aumenti intervenuti nel 2015 e, ancor più, nel 2016.

Voglio però proporvi un esempio concreto che interessa persone che conosco direttamente. Per l’uso di un locale adibito a deposito finora l’utenza in questione, nell’arco degli ultimi 10 anni, aveva ricevuto bollette che andavano dai 3 ai 15 euro massimo per ogni periodo di esazione. La bolletta dal 3 marzo al 9 giugno 2015 indicava 1 euro di mc anno consumati, visto che il locale non viene utilizzato per uso abitativo. Le altre bollette indicavano consumo mc 0 (la realtà) e veniva addebitato solo il costo del servizio, per le cifre indicate innanzi.

Ma la bolletta di marzo 2016 (periodo dal 3.12.2015 al 3.3.2016, tre mesi!) a sorpresa ha addebitato una cifra astronomica: 114,42 euro. Non solo venivano imputati nuovi importi per conguagli tariffari (voce perequazione UT1, fognatura scarichi civili, quota fissa ato 3, e addebiti diversi) ma veniva anche addebitato – per la prima volta – (non si sa in base a quale astruso criterio) un consumo presunto di 30 mc, pari a quello totale per i prossimi 30 anni, vista la media dei consumi finora rilevati anche con le letture effettive. Sembra un modo per spillare i quattrini ai cittadini che intanto debbono pagare, poi forse vedranno riconosciuti i loro diritti.

publi1Le Autorità per l’Energia nazionale e Regionale, così solerti a emettere delibere che favoriscono i gestori, cosa ci stanno a fare? Vengono pagate profumatamente per assecondare gli interessi delle aziende invece di quelli dei cittadini?

Si tratta di un caso esemplare documentato, ma crediamo che non sia l’unico e invitiamo i lettori a segnalarci casi analoghi. Tutti noi siamo oggi alle mercé di gestori di servizi, di banche salvate dal Governo e simili, e nessuno fa niente per difenderci, tanto meno questo esecutivo. L’unico rimedio sarà purtroppo, come sempre, il ricorso alla magistratura, ma questo è il nostro Paese. Cosa che qualcuno già suggerisce. Altro che rottamazione!

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

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