Ma la polemica non si placa

Firenze: per il Tar è «improcedibile» il ricorso del M5S. Che voleva accedere alle note spese di Renzi

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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FIRENZE – Il Tar della Toscana ha dichiarato improcedibile il ricorso delle consigliere comunali del Movimento 5 Stelle riguardo all’accesso agli atti in merito alle spese di rappresentanza del Comune di Firenze. Ossia le spese che sarebbero state effettuate da Matteo Renzi quand’era sindaco.  Il Tar ha dichiarato inoltre che la pretesa dei rappresentati del Movimento deve ritenersi adeguatamente soddisfatta. Nelle motivazioni, il Tar sottolinea che «nella nota del 24 dicembre da parte del Direttore Generale del Comune è presente l’invito per le ricorrenti a segnalare le specifiche voci ricavate dai prospetti per accedere alla visione e copia della documentazione e che la mancata immediata ostensione di tutti i documenti sottesi a ciascuna delle numerosissima voci di spesa esibite e rese note dal Comune (oltre 1000) non equivale infatti a un diniego dell’accesso». Ma è ovvio che la polemica non si placa. Le opposizioni, e non solo il Movimento 5 Strelle, continuano a chiedere gli scontrini.

Tuttavia, si legge ancora nella sentenza che la risposta del Comune è stata un differimento parziale, «giustificato dalla mole della documentazione potenzialmente interessata e dalla conclamata disomogeneità delle voci di spesa in questione delle quali non può obiettivamente presumersi che rivestano tutte pari interesse ai fini del controllo che tramite l’accesso si vorrebbe esercitare».

Il Tar precisa ancora, dando ragione all’Amministrazione comunale, che al Movimento 5 Stelle  era richiesto  di indicare le singole voci di spesa in relazione alle quali avere la documentazione di riscontro. Richiesta che sarebbe coerente con la regola secondo cui compete al richiedente la selezione preventiva del materiale di proprio interesse, attività  connaturata alle modalità dell’accesso, che non può avere finalità esplorative, ancorché il diritto sia esercitato da soggetti cui la legge riconosce legittimazione rafforzata.

Il Tar ha condannato il Comune alle spese processuali (3000 euro) perché la nota del Direttore Generale, che ha risposto in maniera unitaria ed effettuando un’ analisi e una valutazione complessive alle numerose richieste delle consigliere fatte pervenire in vari momenti e a differenti uffici, è arrivata con alcuni giorni di ritardo quando il procedimento al Tar era già iniziato.

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