Nuova ondata di sbarchi

Immigrazione: il Viminale preoccupato per il boom di arrivi dal Mediterraneo. Nell’ultima settimana +80%

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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ROMA – Quasi 3.000 migranti soccorsi dall’Italia nel canale di Sicilia soltanto oggi, 3.700 profughi negli ultimi cinque giorni. Se dal fronte orientale della più grave crisi umanitaria dei nostri tempi l’Austria ha annunciato il rafforzamento della sicurezza ai propri confini, su quello meridionale, che vede l’Italia in prima linea, l’inizio della primavera ha comportato una ripresa degli sbarchi a pieno regime. «Dall’inizio di marzo sono arrivate via mare in Italia circa 8.000 persone di cui almeno 1.100 minori, la quasi totalità dei quali non accompagnati», ha ricordato Save the Children rinnovando l’appello al parlamento e al governo italiani «affinché dispongano la creazione di un sistema di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati strutturato e integrato su tutto il territorio nazionale».

VIMINALE – Di fronte a questi numeri anche i responsabili (non politici, ma amministrativi) del Viminale si preoccupano giustamente: «Siamo preoccupati – dice il prefetto Mario Morcone, responsabile immigrazione del Viminale a Radio 24 commentando l’aumento (+80%) dei flussi migratori via mare verso l’Italia degli ultimi giorni – Stiamo guardando con attenzione agli sviluppi di questi giorni – spiega Morcone – siamo preoccupati soprattutto perchè quelli arrivati sono quasi tutti migranti economici e quindi non ricollocabili. In questa ondata migratoria ci sono gli eritrei, ma a parte loro nessun altro ricollocabile. Provengono tutti dell’Africa, dal Niger, dal Senegal, dal Ghana».

EUROPA – Quelli arrivati a Lampedusa stanotte non rientrano nel programma di ricollocamento con l’Europa. Questo per l’Italia rischia di essere un problema da fronteggiare. Morcone afferma che al momento l’equilibrio di presenze straniere a livello regionale in Italia regge. Grazie ai colleghi e all’intelligenza di chi amministra il territorio. Al di là delle polemiche elettorali, lo sforzo c’è stato. La Lombardia oggi è la prima regione per numero di migranti, poi la Sicilia. Ma anche il Veneto è salito all’8%. Tutti i territori partecipano in maniera abbastanza omogenea allo sforzo”. Per notizia la Toscana è attorno al 6%.

EMERGENZA – Tuttavia nei prossimi mesi l’Italia potrebbe dover fronteggiare una nuova emergenza. E l’inquietante arrivo di due imbarcazioni dall’Egitto nelle ultime ore apre uno scenario nuovo anche se il prefetto Morcone è prudente:« Sono arrivate effettivamente a Crotone due imbarcazioni salpate dall’Egitto. Capiremo nei prossimi giorni se si è trattato di casi isolati o o se diventa una nuova rotta io mi auguro che non sia così».

RIMEDI – Quanto ai rimedi per afrontare una massiccia ondata di arrivi (c’è chi prevede una massa di 270.000 persone) il Ministro Angelino Alfano ha avanzato la proposta di utilizzare tendopoli e caserme, facendo una prova con l’area Expo 2015 di Milano, subito fallita perché la reazione negativa delle istituzioni locali è stata immediata.

MARONI – Usare caserme e tendopoli per i clandestini? Ma siamo matti? Bisogna rimpatriarli #Renzisveglia”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, allegando un articolo di ‘Repubblica’ secondo il quale in Italia potrebbero arrivare 270mila immigrati che potrebbero essere eventualmente ospitati in caserme e tendopoli.

ROSSI – Ma una reazione ugualmente negativa viene dall’altro versante, quello del Pd. «Per il ministro la soluzione sono caserme e le tendopoli. Ma per chi lavora il ministro? Per Salvini?» Se lo chiede Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, in un post su Facebook nel quale critica le recenti dichiarazioni del ministro degli Interni Angelino Alfano sulla risposta all’immigrazione. «Restiamo contrarissimi – afferma – a soluzioni che scaricano i problemi sui territori e sui sindaci, generando tensioni e contrasti tra cittadini, profughi e forze dell’ordine. Siamo convinti del nostro modello di accoglienza diffusa. Si veda l’esempio straordinario del sindaco calabrese di Riace, Domenico Lucano, che con i migranti ha ripopolato e ridato vita al suo paese. Questa, scrive Rossi, era un’idea che avevamo proposto anche noi pensando ai tanti paesi spopolati della Toscana. Avevamo chiesto di essere convocati e avanzato qualche idea su un patto per l’accoglienza fondato sulla necessità  di ricambiare ospitalità  con lavori di utilità  pubblica, coinvolgendo Governo, Regioni, Comuni e associazioni. Niente di niente di tutto ciò. Nessuna risposta».

Per fortuna gli alti burocrati del Ministero dell’interno e la politica locale mantengono i piedi per terra e cercano soluzioni al problema che siano rispondenti alla realtà, senza cedere ai sogni utopici dell’accoglienza di massa, a prescindere, come vorrebbe la Presidente della Camera Laura Boldrini, ma senza neppure arrivare alla soluzione opposta dei respingimenti con le cannonate, come pretenderebbe forse qualche leghista. Resta purtroppo il fatto che l’incapacità di gestire il problema da parte degli organismi Ue, gli egoismi di molti Stati europei che scaricano il problema sui Paesi di frontiera, stanno mettendo in grave difficoltà soprattutto Grecia e Italia, attracco naturale delle imbarcazioni di disperati che arrivano dai paesi africani. Ma fino a quando potrà durare?

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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