Lunedì 4 aprile l'interrogatorio di garanzia davanti al gip

L’avvocato dell’infermiera di Piombino: «Lei si dichiara innocente e non ci sono prove certe». La procura: nessun altro indagato

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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Il capitano Gennaro Riccardi mostra una boccetta con il farmaco di Eparina durante la conferenza stampa dei carabinieri sull'l'operazione che ha portato l'arresto dell'infermiera a Livorno, 31 marzo 2016. ANSA/FRANCO SILVI

Il capitano Gennaro Riccardi mostra una boccetta con il farmaco di Eparina durante la conferenza stampa dei carabinieri

LIVORNO – E’ pronta a dare battaglia Cesarina Barghini, avvocato difensore dell’infermiera arrestata con l’accusa di omicidio volontario nei confronti di 13 pazienti ricoverati nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Piombino. Infatti afferma:  «Al di là del fatto che la signora si proclama innocente con tutte le sue forze e non si spiega come si sia potuta formulare un’accusa così infamante, quello che mi sorprende è la sicurezza con la quale, in difetto di prove certe o quantomeno di un patrimonio di indizi idonei, si stia attribuendo alla mia assistita una condotta così efferata e, sulla base di questa insufficienza, si sia potuti arrivare ad una misura eccezionale come la custodia cautelare in carcere».

Secondo l’avvocato «le si stanno attribuendo 13 eventi di somministrazione di eparina, quando in realtà gli approfondimenti sulla causa delle morti sono stati fatti solo in relazione a 2/3 casi e, per di più, svolti senza un contraddittorio». Intanto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Livorno è stato fissato il 4 aprile, alle 10 nel carcere di Pisa.

Ma secondo la procura livornese non ci sono altri indagati. «Allo stato non abbiamo rilevato alcun elemento di responsabilità delle strutture sanitarie e, quindi, nessuna accusa nei confronti delle strutture sanitarie», ha confermato stamani il procuratore capo di Livorno, Ettore Squillace Greco, sul caso dell’infermiera. Le indagini, è stato spiegato, sono ancora in corso. Alla procura non risulta ad ora nessun movente acclarato. L’arresto della donna è stato richiesto tenendo conto degli elementi indiziari classici, senza tenere in considerazione gli aspetti
psicologici, che, emerge sempre in ambienti inquirenti, non risulterebbero adesso così evidenti

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