Venerdì 8 e sabato 9 aprile

Firenze: Aldo, Giovanni e Giacomo celebrano al Mandela Forum i 25 anni di carriera. Ne parla il regista Brachetti

di Donatella Righini - - Cronaca, Spettacolo

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Aldo, Giovanni e Giacomo

Aldo, Giovanni e Giacomo

FIRENZE – Aldo, Giovanni e Giacomo. Basta dire i loro nomi di battesimo e tutti sappiamo di chi stiamo parlando. Sono il trio comico più famoso d’ Italia e conosciuto anche in altre parti del globo, uniti in un sodalizio professionale che dura da ben venticinque anni. Proprio questo anniversario è l’ occasione di vederli dal vivo in uno spettacolo che sarà in giro per l’ Italia (a Firenze, al Mandela Forum, venerdì 8 e sabato 9 aprile alle 21), ma varcherà anche i nostri confini (Londra, Buxelles, Barcellona, Zurigo), spettacolo curato nella regia, come sempre, da Arturo Brachetti, con il quale abbiamo parlato di questo quarto di secolo di esperienza assume al trio.

«Ho conosciuto Aldo, Giovanni e Giacomo che stavano iniziando la loro carriera. Il loro produttore, Guerra, aveva suggerito loro di fare teatro e chiese loro chi volessero come regista. Risposero che avrebbero voluto me, ma che, secondo loro, ero irraggiungibile».

Invece no, lo hanno raggiunto, eccome. Fecero assieme I corti, spettacolo che Brachetti ricorda molto pieno di idee e del quale verranno riproposti ‘I neonati’ e ‘ La montagna’ nel tour in corso. Il trio è amato da varie fasce di età, ed è questo uno dei motivi per cui hanno scelto di riproporre dei vecchi classici, non solo da “I corti” ma anche da da Tel chi el telun del 1999 e da “Anplagghed” del 2006, perché ci sono molti adolescenti che vanno ai loro spettacoli e conoscono a memoria questi sketches, che però non hanno mai visto dal vivo. Proprio sollecitati da alcuni adolescenti abbiamo chiesto a Brachetti se il trio è, nella vita reale, come sul palcoscenico.

Brachetti dice: «Ha presente quando uno ritrova dei compagni di classe dopo trent’anni e, stando assieme a loro, ritorna come trent’ anni prima? Appena li metti insieme si scatena questa complicità goliardica e io devo fare il ‘maestro’ che li mette in riga. Per questo, per questa loro ‘aura’, devi vederli a teatro più che nei film, perché è lì che danno il meglio. Ogni spettacolo non è mai uguale all’altro proprio per questa loro amicizia e questo dà sempre freschezza».

Sono artisti speciali, il cui stile, ci dice Brachetti “viene anche studiato nelle scuole di teatro. Ad esempio, un mio amico regista di Montreal mi ha detto che da loro vengono studiati gli sketches di Aldo, Giovanni e Giacomo come esempio di comicità sul tipo della commedia dell’ arte. La loro comicità non si basa sulla satira politica o legata alla nazione, ma su situazioni normali, di vita quotidiana e si arricchisce anche di un po’ di improvvisazione. Per questo viene presa come modello. Un po’ come loro hanno avuto come modello i clown Fratellini”. Brachetti, celeberrimo trasformista, pluripremiato e famosissimo artista, fa regia volentieri con loro, perché gli piace fare regie con ritmi molto veloci, perché secondo lui la vita è così e loro mi permettono questa velocità.

Lo spettacolo (nel quale ci sarà Silvana Fallisi insieme al trio) avrà il supporto musicale dal vivo del gruppo GoodFellas, che fa un repertorio jazz e swing, con filo conduttore la canzone ’Sing, Sing, Sing’ che piace molto al trio. Il tutto inserito in uno scenario che richiama il Luna Park, nel quale i loro sketches stanno perfettamente, perché loro tre “sono una caricatura di loro stessi, sono freaks, fenomeni da circo, una volta destinati al luna park e oggi a you tube. Sono dei rari specimen che fanno cose che provocano bombe di ilarità.

 

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Donatella Righini

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