Da lunedì 4 a sabato 9 aprile

Firenze: «Titanic» e due atti unici di De Filippo per «Teatri uniti» alla Pergola

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Dolore sotto chiave due atti unici di Eduardo De Filippo Dolore sotto chiave e Pericolosamente con un prologo da I pensionati della memoria di Luigi Pirandello con Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano scene e costumi Lino Fiorito luci Cesare Accetta suono Daghi Rondanini regia Francesco Saponaro produzione Teatri Uniti, Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con l'Università della Calabria

«Dolore sotto chiave» di De Filippo con Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano

FIRENZE – Da lunedì 4 a sabato 9 aprile prima settimana della rassegna «Teatri Uniti in Toscana» nel Saloncino del Teatro della Pergola. Lunedì 4 e martedì 5 Salvatore Cantalupo ripropone «Titanic – The End», spettacolo che recitò con Antonio Neiwiller, fondatore dei Teatri Uniti con Mario Martone e Toni Servillo. Da mercoledì 6 a sabato 9 Francesco Saponaro torna a confrontarsi con Eduardo De Filippo presentandone due atti unici, «Dolore sotto chiave» (1958) e «Pericolosamente» (1938).

«Titanic – The End» affronta l’eterno viaggio dentro noi stessi e verso l’altro, l’esterno, lo sconosciuto. Si racconta di naufraghi in attesa, in fuga, o forse entrambe, e di ciò che queste anime vagabonde, reiette, profughe possono incarnare: un marinaio, un gruppo di emigranti, una nave che è anche una balera, con un gioco di luci e girotondi che incanta per forza e semplicità. Lo spettacolo debuttò nell’aprile del 1984 a Napoli al Teatro Nuovo per la regia di Antonio Neiwiller, dopo un intenso laboratorio teatrale durato nove mesi. È stata un’esperienza che ha completamente rivoluzionato la vita e il modo di guardare all’arte di Salvatore Cantalupo, che oggi ripropone la pièce nella sua visione.

Francesco Saponaro presenta i due atti unici di De Filippo arricchiti da una ouverture, un adattamento in versi e in lingua napoletana della novella di Luigi Pirandello «I pensionati della memoria» (1914) a opera di Raffaele Galliero. Spiega il regista: «Eduardo racconta una classe medio borghese che ancora ci rappresenta, con i suoi vizi e le sue degenerazioni. Non si tratta di un teatro di cronaca, piuttosto direi che si sofferma sugli atteggiamenti umani che toccano tutti e che ci appartengono nel profondo. Nei lavori di Eduardo De Filippo persiste un sottile e al tempo stesso profondissimo senso civile, ecco perché il suo teatro appare ancora più necessario in questo momento in cui si sono perduti tutti i punti di riferimento. Il suo è un modo di analizzare la realtà in maniera caustica e diretta, sempre con un’estrema ironia».

«Dolore sotto chiave» nasce come radiodramma, con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti. Nella commedia i buoni sentimenti come la carità cristiana, la compassione, diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell’essere umano al controllo e al dominio sull’altro. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e malintesi, tipici dei contesti familiari, con risvolti comici, a tratti paradossali, carichi di morbosa e grottesca esasperazione.

In «Dolore sotto chiave» viene evocato un oggetto-simbolo, usato come sottile minaccia di suicidio dal povero Rocco Capasso: la rivoltella, che in «Pericolosamente» rappresenta un vero e proprio strumento di tortura coniugale e rimedio alle bizzarrie improvvise di una moglie bisbetica. L’atto unico, dall’apparente fulmineità di uno sketch, gioca tutto sul classico litigio coniugale. Ogni volta che Dorotea dà sfogo alle sue intemperanze Arturo, per ripristinare l’ordine familiare, impugna la rivoltella caricata a salve e le spara, scatenando la comica reazione di terrore da parte dell’ignaro amico Michele appena rientrato a Napoli da un lungo viaggio di lavoro.

Il filo rosso che lega i due atti unici è l’ipocrisia: della vita coniugale, dell’amore fraterno e in definitiva di tutti i rapporti interpersonali.

Tutti i pomeriggi, in Sala Spadoni, proiezioni a ingresso libero di pellicole legate all’attività cinematografica di Teatri Uniti e presentate con successo nei principali festival internazionali. Cinque le aree tematiche: Ricordando Neiwiller, Toni Servillo a Teatro, Servillo / Sorrentino fra cinema e teatro, Francesco Saponaro videomaker, Mario Martone dal teatro al cinema.

Saloncino del Teatro della Pergola (via della Pergola 18/30)

lunedì 4 aprile, ore 19 e martedì 5 aprile, ore 21

Teatri Uniti in collaborazione con Ex Asilo Filangieri/la Balena | Laboratorio Memini | ‘A Puteca presentano «Titanic – The End», ideazione e regia Antonio Neiwiller in una visione di Salvatore Cantalupo, con Salvatore Cantalupo, Carmine Ferrara, Massimo Finelli, Amelia Longobardi, Ambra Marcozzi, Claudia Sacco, Sonia Totaro, Chiara Vitiello; luci Cesare Accetta; direzione tecnica Lello Becchimanzi.

Da mercoledì 6 a sabato 9 aprile, ore 21

Teatri Uniti – Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con Università della Calabria presentano «Dolore sotto chiave» / «Pericolosamente», due atti unici di Eduardo De Filippo con un prologo in lingua napoletana di Raffaele Galliero da «I pensionati della memoria» di Luigi Pirandello, con Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano; scene e costumi Lino Fiorito; luci Cesare Accetta; suono Daghi Rondanini; assistente alla regia Giovanni Merano; assistente ai costumi Francesca Apostolico; direzione tecnica Lello Becchimanzi; regia Francesco Saponaro.

Biglietti: Interi € 12 Ridotti € 10

Biglietteria: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30 Teatro della Pergola, via della Pergola 30, 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com. Circuito regionale Boxoffice, anche online

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