Complessivamente sono 64 le persone indagate

Firenze, falsi incidenti stradali: cinque arresti della Dda (compresi tre presunti affiliati al clan dei Casalesi)

di Redazione - - Cronaca, Top News

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PoliziaFIRENZE – Cinque misure di custodia cautelare, tre in carcere e due ai domiciliari, sono state eseguite questa mattina dalla polizia nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo  attivo in Versilia e, secondo l’accusa, dedito alla truffa alle assicurazioni attraverso falsi incidenti stradali. In carcere, su disposizione del gip di Firenze, sono finiti tre presunti affiliati al clan dei Casalesi. Ai domiciliari i titolari di due carrozzerie.

Indagate complessivamente 64 persone, tra cui due avvocati e un medico legale, accusati di aver prestato i loro servizi per avviare le pratiche risarcitorie a seguito dei falsi incidenti. Tra i denunciati, numerose persone che si sarebbero prestate a ricoprire la parte di ‘attori’ nei falsi sinistri. Secondo quanto spiegato dalla polizia, le indagini, condotte dalla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e sviluppatesi nel territorio toscano e, in particolare, nel comprensorio della Versilia, hanno rivelato come i tre presunti affiliati al clan dei Casalesi, «al fine di incamerare somme di denaro destinate alle casse del clan, si sono dedicati ad altre attività più remunerative, tra cui le truffe in danno delle compagnie assicurative mediante falsi sinistri stradali». Le indagini avrebbero permesso “di ricostruire la struttura verticistica dell’organizzazione criminale dedita alle truffe in danno delle compagnie assicurative, la complessa e articolata organizzazione dei falsi sinistri, i ruoli degli associati, nonché il linguaggio convenzionale utilizzato per concordare le modalità da seguire».

AGGIORNAMENTO DELLE 18,4

Dicono che  la crisi economica-finanziaria non avrebbe  risparmiato la malavita organizzata che per finanziare i clan
ha dovuto riorganizzarsi cercando nuove attività: le estorsioni alle imprese edili erano diventate poco redditizie. Sarebbe
stato questo, secondo gli inquirenti, uno dei motivi che ha spinto gli affiliati al clan camorrista dei Casalesi presenti in
Toscana, a puntare sulle truffe alle compagnie assicurative con falsi incidenti. Il 20% dei risarcimenti finiva direttamente
nelle casse del clan, il 30% agli avvocati e il restante 50% veniva diviso tra gli organizzatori, gli ‘attori’ dei sinistri,
il medico legale e il carrozziere.  Proprio il legame con il clan, e quindi l’aggravante dell’ associazione a delinquere, è la motivazione che ha fatto firmare al gip del tribunale di Firenze Erminia Bagnoli, su richiesta del procuratore Giuseppe Creazzo e del pm della Dda Giulio Monferini, tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari. Gli indagati, complessivamente, sono 64: tra loro anche due avvocati e un medico, oltre ai titolari di un’altra carrozzeria e a molti degli ‘attori’ che si sono prestati alle truffe. In carcere sono finiti Salvatore Mundo, 47 anni, di Napoli (già detenuto a Parma), Marino Cesario, 47 anni originario di Aversa (Caserta) ma residente a Viareggio (Lucca), e Gianluca De Chiara, 25 anni, anche lui della provincia di Caserta. Ai domiciliari invece sono finiti i titolari di una delle carrozzerie dove, secondo l’accusa, sarebbero state
‘truccate’ e poi aggiustate le auto, quasi sempre intestate ad aziende in modo che non ci fosse aumento nelle tariffe delle
assicurazioni. La carrozzeria, tra l’altro, è anche una depositeria giudiziaria (dove cioè vengono parcheggiate le auto
sotto sequestro), oltre che fornitore delle forze dell’ordine.

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