Il 10 aprile 1991 la tragedia nelle acque livornesi

Moby Prince, il comandante De Falco (quello del salga a bordo c….): «Livorno Radio poteva fare di più»

di Redazione - - Cronaca, Top News

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Il capitano De Falco, diventato famoso, nella notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012 quando ordinò a Schettino: salga a bordo c....

Il capitano De Falco, diventato famoso, nella notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012 quando ordinò a Schettino: salga a bordo c….

FIRENZE – La notte di 25 anni fa, quella del naufragio del Moby Prince,Gregorio De Falco era studente a Milano e visse quella vicenda dai notiziari radio e tv e dai giornali. Ma una riflessione, dopo la sua esperienza maturata proprio alla capitaneria di porto di Livorno, adesso la fa: «E’ vero che dal 1991 a oggi le strutture e la capacità operativa della guardia costiera si sono evolute in modo esponenziale, ma, anche in funzione del lavoro che ho svolto, mi chiedo come mai nelle comunicazioni di quella notte Livorno Radio, soggetto incaricato di pubblico servizio e gestore delle telecomunicazioni, resta in silenzio e non chiama il Moby Prince».

«All’epoca – spiega l’ufficiale – si avevano apparati di trasmissione pessimi e non era facile comunicare a due-tre
miglia. Ma perché non intervenne Livorno Radio che aveva apparati sofisticati e che aveva l’obbligo dell’ascolto radio di
sicurezza? Mi ha sorpreso che questo aspetto non sia stato messo in rilievo neppure durante le indagini della magistratura. Mi colpì il commento di Paolo Frajese, qualche giorno dopo durante il Tg1 mostrando un video che mostra una palla di fuoco alle spalle della petroliera, affermò: si vede chiaramente il riflesso in mare della petroliera quindi la nebbia non c’è».

Secondo De Falco la vicenda Moby Prince e quella Costa Concordia non sono paragonabili: «Le modalità di conduzione
dei due soccorsi sono enormemente distanti ma sul piano della sicurezza in mare c’è ancora molto da fare nonostante che “in conseguenza del Concordia qualcosa dal punto di vista normativo è stato modificato. Le navi da crociera –
spiega – presto saranno capaci di trasportare 6500-7 mila persone e soccorrere una nave del genere è complicatissimo».

C’è tuttavia dell’altro. De Falco, tempo fa al centro di una polemica per la sua assegnazione ad un ruolo non operativo,
nutre il dubbio che non sempre i migliori siano premiati: «L’Italia dovrebbe chiedersi quali sono stati i meriti dell’allora comandante della capitaneria di Livorno, per diventare ammiraglio subito dopo la tragedia del Moby Prince. Qual è stato il gesto encomiabile che gli valse l’avanzamento di carriera? E’ pazzesco che sia rimasto fuori dai processi  e siano finiti alla sbarra suoi subalterni».

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