Eletto per acclamazione

Associazione Nazionale Magistrati: Piercamillo Davigo nuovo presidente

di Paolo Padoin - - Cronaca

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davigo_R400ROMA – L’ex pm di Mani Pulite Piercamillo Davigo, leader di Autonomia&indipendenza, è il nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Lo ha eletto per acclamazione il Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe. Davigo guiderà una giunta alla quale partecipano tutte le correnti della magistratura e resterà in carica per un anno. Al termine del suo mandato la presidenza sarà’ tenuta a turno da rappresentanti delle altre correnti. Davigo e’ stato il magistrato piu’ votato alle ultime elezioni dell’Anm. Originario di Candia Lomellino, Davigo ha 65 anni, ed e’ stato pm alla procura di Milano negli anni Ottanta e Novanta e uno dei magistrati simbolo della stagione di Mani Pulite. Dal 2005 e’ consigliere alla Corte di Cassazione. L’anno scorso e’ stato tra i fondatori di Autonomia& Indipendenza, il gruppo di cui e’leader nato da una scissione di Magistratura Indipendente, la corrente piu’ moderata delle toghe, che fa riferimento al sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri.

Una scelta unitaria dettata dalla volontà di presentarsi alla politica come un’interlocutore forte ed autorevole. E di pretendere dal Governo il rispetto della propria dignità, come chiede senza giri di parole Davigo. Il messaggio è diretto a Matteo Renzi e Davigo non lo nasconde affatto. Quel «Brr…che paura’ con cui il presidente del Consiglio rispose alla protesta dei magistrati sul taglio delle loro ferie non mi è piaciuto per niente», dice l’ex pm di Mani Pulite, che è convinto che con il Governo bisogna dialogare ma nel rispetto della nostra dignità. Sulle ferie resta il dente avvelenato dei magistrati: «Possibile che il datore di lavoro decida di ridurcele senza neanche consultarci? E perché far credere che il disastro della Giustizia dipenda dalle troppe ferie dei magistrati? Non è così e questo va detto con fermezza: lavoriamo tanto e bene. E ricordare i nostri meriti non è corporativismo», aggiunge Davigo che descrive il processo del sequestro di Abu Omar con la contrapposizione dei pm di Milano con il governo dell’epoca come una pagina gloriosa della magistratura.

A preoccupare le toghe è però soprattutto il presente, quegli «attacchi alla magistratura, oggi meno frontali, ma più temibili e sotterranei», come osserva Tommasina Cotroneo (Unicost), una delle nuove donne elette nel Comitato direttivo centrale dell’Anm. Al Governo le toghe non intendono fare sconti. A Renzi che ha rimproverato i magistrati di Potenza di aprire inchieste ma di non arrivare mai a sentenze, replicano ribaltando l’accusa di inerzia. «I giudici non vanno a sentenza perché hanno migliaia di procedimenti e senza risorse sono in difficoltà», sottolinea Pasquale Grasso, di Magistratura Indipendente, invitando l’Anm ad incalzare il Governo anche su questo versante. Il miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei magistrati, a un anno di distanza dalla strage del Tribunale di Milano – che il parlamentino dell’Anm ricorda osservando un minuto di silenzio – è un altro dei terreni su cui le toghe non intendono dare tregua al Governo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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