Il processo che vede protagonista l'esponente di Ala

Firenze: processo credito cooperativo fiorentino. Denis Verdini in aula martedì 12. Fusi si dichiara innocente

di Redazione - - Cronaca, Economia

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FIRENZE – Lunga udienza, ieri 8 aprile, al processo in corso al tribunale di Firenze per il Credito cooperativo fiorentino che vede imputato Denis Verdini, insieme ad altre 44 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa e irregolarità rispetto alle normative bancarie. Per oltre 6 ore Riccardo Fusi, uno dei soci della Baldassini – Tognozzi – Pontello (Btp), ha risposto alle domande dei pm, Giuseppina Mione e Luca Turco, dei suoi difensori, Sandro Traversi e Sara Gennai, e degli altri avvocati.

Fusi, incalzato dai magistrati, che gli hanno chiesto la spiegazione e il significato di molte delle telefonate intercettate tra lui e Verdini (da queste secondo l’accusa emergerebbero gli affari che giravano intorno alla banca presieduta per 20 anni dal deputato di Ala), ha ricostruito la sua storia imprenditoriale respingendo ogni addebito.

In particolare si è soffermato sul fatto che il Ccf era per la Btp una delle banche dove erano meno esposti (e comunque tutto è stato restituito, ha detto), e le sue funzioni all’interno del Gruppo: «ero l’uomo di rappresentanza e quindi avevo contatti con tutti, con gli altri imprenditori come con le istituzioni».

Martedì nuova udienza del processo, forse quella più attesa: sul banco degli imputati dovrebbe salire proprio Verdini.

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